Design, alberghi già all'80%. Ma ora manca il personale

Per i primi giorni di "Fuorisalone" sarà tutto esaurito Hotel e ristoranti fanno fatica a trovare camerieri

Design, alberghi già all'80%. Ma ora manca il personale

Cinque giorni al via e negli hotel di Milano è (quasi) tutto esaurito. La 61esima edizione della «Design Week» vola già verso i livelli del 2019. Il Salone del Mobile saltò causa Covid nel 2020, l'anno dopo si tenne in versione mini a settembre e nel 2022 slittò dal tradizionale «slot» di aprile a giugno. Finalmente si torna al passato, il «Fuorisalone» aprirà dal 17 a l 23 aprile con 130 mostre e installazioni e oltre 1.200 iniziative sparse e dall'andamento delle prenotazioni ci sarà il pubblico delle grandi edizioni. «Ad oggi la percentuale delle occupazioni di letti confermate ha già raggiunto l'80%, con punte del 90 - conferma il presidente degli albergatori di Apam-Confcommercio Maurizio Naro -. Per la notte del lunedì siamo al 75/80%, il 18 e 19 al 90%, le prenotazioni scendono intorno al 70% il 22 aprile». Con le prenotazioni last minute, prevede Naro, «in alcune aree gli hotel faranno il tutto esaurito e probabilmente tutta la città arriverà vicino al 100% martedì 18 e mercoledì 19». Il prezzo medio per una stanza «è di 330 euro, durante il Salone del 2019 era intorno ai 300». Ha preso il via ieri e proseguirà fino a domenica «Art Week», con l'evento clou di «MiArt», la fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea negli spazi dell'Allianz Mico da venerdì a domenica, ma non ha lo stesso appeal del design: «Questa settimana l'indice di occupazione è intorno al 60/65%, salirà all'80» domani.

Superlavoro negli hotel che si trovano però a fare i conti con la carenza di personale, un problema che ormai si trascina da mesi. «Normalmente durante la Design week si rafforza l'organico, soprattutto per il servizio della prima colazione, ma molte strutture fanno fatica anche a reperire un paio di persone in più - spiega Naro -. La carenza si avverte principalmente nei servizi food and bevarage, non si trova personale qualificato».

Ne sa qualcosa il settore dei pubblici esercizi, i camerieri per i servizi al tavolo sono introvabili. É diventata un'emergenza «a prescindere dal Fuorisalone» sottolinea Carlo Squeri, segretario di Epam (l'associazione pubblici esercizi di Confcommercio) ma in occasione del grande evento «in alcune zone e tipologie di locali diventa doppiamente un problema». La situazione non è omogenea, aree fuori dai distretti del design, come l'Arco della Pace soffrono in realtà la concorrenza delle feste della Design Week, in quei giorni c'è meno clientela. Nelle zone calde i visitatori invece si riversano poi nei locali aperti fino a tardi e nei ristoranti. «Anche chi si rivolge alle agenzie di selezione del personale si sente dire che non ci sono profili disponibili per il servizio ai tavoli - riferisce Squeri -. Un locale all'Arco che potrebbe offrire 200 posti la scorsa settimana ha dovuto tenere chiusi una cinquantina di tavoli. Con la bella stagione li avrebbe occupati tutti ma non aveva abbastanza personale per gestire il servizio. É diventato un grosso problema e in vista dell'estate c'è preoccupazione».

Con la pandemia e la cassa integrazione prolungata una grossa fetta del personale specializzato ha cambiato mestiere.

E da allora trovare camerieri disposti a lavorare la sera e nei weekend è diventato un terno al Lotto. «Il problema non è tanto la parte economica - assicura -, ai colloqui vengono avanzate molte pretese in termini di orari, assumere nel settore è diventato veramente difficile».

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