Dialetti a scuola, il Pdl: "Non voteremo la legge"

mmediate le reazioni all'annuncio del ministro Roberto calderoli della bozza di legge sui dialetti nelle scuole. Bocchino: "Non fa parte del programma, non lo voteremo". E Gasparri: "L'Inno di mameli non si tocca"

Dialetti a scuola, il Pdl: "Non voteremo la legge"

Roma - Immediate le reazioni all'annuncio del ministro Roberto calderoli della bozza di legge sui dialetti nelle scuole. "Il ddl è ben diverso da quello sul federalismo, non facendo parte del programma di governo", sottolinea il vicepresidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, spiegando che "non c’è alcun vincolo di maggioranza" e che "non ci sarà la nostra disponibilità a votarlo".

Bondi: "Basta propaganda" Le "ripetute dichiarazioni propagandistiche, ad uso dei militanti della Lega ma non solo", "indeboliscono e offuscano un serio programma di cambiamento economico, sociale e istituzionale che tutte le forze politiche dell’attuale maggioranza sono impegnate a sostenere". È quanto ha affermato il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, riferendosi alle parole di Umberto Bossi: "Derubricare le dichiarazioni di Umberto Bossi a chiacchiere estive amplificate da mezzi di informazione avidi di notizie clamorose, non sarebbe rispettoso dell’intelligenza politica e dell’umanità personale del leader della Lega". "Mi chiedo piuttosto e desidererei chiedere agli amici della Lega - ha aggiunto Bondi - che rapporto vi sia tra i programmi di modernizzazione del Paese, che la Lega giustamente pone al centro della propria azione politica, e che costituiscono il nucleo fondamentale del programma di governo, e le ripetute dichiarazioni propagandistiche, ad uso dei militanti della Lega ma non solo, che indeboliscono e offuscano un serio programma di cambiamento economico, sociale e istituzionale che tutte le forze politiche dell’attuale maggioranza sono impegnate a sostenere".

Capezzone: "Puntare sull'inglese" "E' auspicabile che si torni presto a parlare di cose serie, limitando lo spazio ora occupato copiosamente da questioni non rilevanti - ha spiegato Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà - come ha molto opportunamente fatto nei giorni Giuliano Cazzola, anch’io vorrei ribadire insieme a lui che, per i nostri giovani e per le loro prospettive di lavoro, le ore di inglese sono e saranno molto più utili di qualche improbabile 'ora di bergamasco' (o di viterbese, o di avellinese, e così via). Sarebbe il caso che tutti, inclusi gli amici della Lega, lo tenessimo ben presente".

Gasparri: "L'Inno di Mameli non si tocca" "L’Inno di Mameli non si tocca e nessuno lo cambierà", ha assicurato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che non sopravvaluta "le attività di tradizionale propaganda estiva di Bossi e della Lega". "Per quanto poi riguarda il Và pensiero di Verdi è un brano lirico denso di patriottismo - ha poi spiegato - Bossi resterà forse deluso del fatto che era una della arie musicali che precedevano sulle piazze i comizi di Giorgio Almirante. Siamo cresciuti ascoltandolo - ha, quindi, concluso Gasparri - quando la Lega non esisteva ancora. Verdi poi è stato uno dei riferimenti culturali del Risorgimento. Nessun musicista richiama l’unità nazionale più di lui".

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