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Caffè, tutti i benefici secondo gli esperti: protegge il fegato e riduce il rischio di malattie neurodegenerative

Quali sono i benefici del caffè: dal fegato al cuore, fino alle malattie neurodegenerative. Cosa ha trovato la scienza e quali sono gli ambiti da approfondire

Caffè, tutti i benefici secondo gli esperti: protegge il fegato e riduce il rischio di malattie neurodegenerative
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Il caffè rappresenta la croce e la delizia di moltissime persone: da un lato è una bevanda gustosa, che dà la carica al mattino, dall’altro c’è chi non lo tollera (spesso per via della caffeina) o che ne beve troppo da star male. Ma il caffè, consumato in una misura tollerabile - la tolleranza varia da persona a persona - e soprattutto senza eccessi, può fare bene a molti ambiti dell’organismo: lo dice la scienza.

Il caffè fa bene al fegato

Nello studio dal titolo Coffee and Liver Disease, si mette in correlazione il consumo del caffè con i benefici sul fegato, ghiandola responsabile della produzione della bile ed essenziale per il metabolismo e le difese immunitarie. Lo studio stima che il consumo di oltre 2 tazze di caffè al giorno in pazienti con malattie epatiche preesistenti sia associata a una “minore incidenza di fibrosi e cirrosi, a minori tassi di carcinoma epatocellulare e a una riduzione della mortalità”. E questo è vero in particolare per epatite B e C, steatosi epatica non alcolica e malattia epatica alcolica.

Il caffè protegge il cuore

Nella ricerca Coffee drinking timing and mortality in Us adults si legge che bere il caffè al mattino riduce il rischio di morte associata a malattie cardiovascolare, rispetto a coloro che bevono caffè tutto il giorno - come detto, la misura è importante. Non solo, a quanto pare, riduce anche il rischio di contrarre malattie croniche come il diabete di tipo 2. Lo studio si è svolto ad ampio raggio, coinvolgendo 40725 adulti statunitensi tra il 1999 e il 2018. Il risultato: chi beveva caffè al mattino aveva il 16% di probabilità in meno di morire (per una causa x che non fosse una ragione legata a contingenze ma alla salute) e il 31% di probabilità in meno di morire per malattie cardiovascolari.

Il caffè può influenzare lo sviluppo del cancro

C’è poi lo studio dal titolo Coffee consumption and risk of endometrial cancer: Findings from a large up-to-date meta-analysis che parla del possibile legame tra caffè e sviluppo del cancro all’endometrio. Stando alla ricerca, la bevanda può influenzare positivamente lo sviluppo del tumore fin dalla formazione di una cellula cancerosa, poiché può ridurre la quantità di agenti cancerogeni cui è esposto il tessuto del colon, e può farlo con la produzione di acidi biliari e la conseguenze accelerazione della digestione.

Il caffè previene l’ictus

Come detto, il caffè, in quantità non eccessive, può ridurre il rischio di malattie cardiache, ma anche di ictus. Nello studio Coffee consumption and risk of stroke in women, che si è concentrato sulle donne, sono state coinvolte 83076 pazienti. A loro è stato associato un rischio di ictus inferiore del 20% rispetto alle donne che non bevevano caffè. E questo effetto non è legato alla caffeina, perché il risultato non è stato replicato in chi assumeva caffeina in altri modi, come consumare tè o bevande energetiche.

Il caffè può prevenire l’Alzheimer

Arrivando quindi alle malattie neurodegenerative, c’è infine lo studio dal titolo Caffeine as a Protective Factor in Dementia and Alzheimer's Disease.

Secondo la ricerca, l’abitudine di bere dalle 3 alle 5 tazze di caffè al giorno nei pazienti con un età media di 50 anni, si è concretizzata in un rischio ridotto di malattia di Alzheimer anche in età avanzata, rispetto a chi beveva meno caffè. Qui però c’è da precisare una cosa: è vero, ci sono stati 21 anni di follow up su questo studio, ma c’è bisogno di maggiori ricerche per capire meglio e di più su questo argomento.

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