La Corea del Nord ha trasformato la guerra in Ucraina in una ghiottissima occasione economica. Kim Jong Un avrebbe infatti fornito alla Russia armi, munizioni e persino supporto militare per un valore che, secondo alcune stime, potrebbe sfiorare i 14 miliardi di dollari. Kim ha consolidato un asse strategico di primissimo piano con Vladimir Putin, che nel 2024 ha visitato Pyongyang firmando un accordo di cooperazione militare definito dallo stesso leader nordcoreano come il più potente mai siglato tra i due Paesi. Le forniture sarebbero iniziate nell’estate del 2023, intensificandosi nei mesi successivi, con spedizioni su larga scala che hanno contribuito a sostenere lo sforzo bellico russo.
Gli affari tra Kim e Putin
Secondo quanto riportato da uno studio realizzato dall’Institute for National Security Strategy sudcoreano, il valore complessivo delle operazioni tra agosto 2023 e dicembre 2025 oscillerebbe tra 7,67 e 14,4 miliardi di dollari. Tuttavia, solo una parte di questa cifra sarebbe stata effettivamente incassata in denaro.
La quota più consistente - tra l’80% e il 96% - sarebbe infatti rappresentata da compensazioni sotto forma di tecnologia militare avanzata, componenti di precisione e know-how difficilmente tracciabili. Il motivo è semplice: questo è un sistema di pagamento che consente a Pyongyang di aggirare i controlli internazionali e, allo stesso tempo, rafforzare le proprie capacità belliche.
Le stime restano comunque incerte: la difficoltà di quantificare con precisione il numero e il contenuto dei container spediti rende impossibile una valutazione esatta. Non a caso, analisi precedenti avevano indicato cifre ancora più elevate, fino a 20 miliardi di dollari, segno di un fenomeno opaco e in continua evoluzione.
Una cooperazione speciale
Questo flusso di risorse ha avuto effetti tangibili sull’economia nordcoreana, che nel 2024 avrebbe registrato una crescita del 3,7%, la più alta degli ultimi anni; un risultato trainato soprattutto dall’industria pesante e dalle costruzioni, settori direttamente collegati alla produzione militare.
Gli scambi di Pyongyang con Mosca, tra l'altro rischiano di svuotare di efficacia il sistema di sanzioni internazionali.
Se Kim dovesse riuscire a incassare integralmente il valore delle forniture - anche sotto forma di tecnologia - l’obiettivo principale delle restrizioni, cioè limitare l’accesso del Paese a valuta estera e risorse strategiche, verrebbe di fatto aggirato.In questo scenario, dunque, la guerra in Ucraina non è solo un conflitto regionale, ma anche un catalizzatore di nuovi equilibri economici e militari. Nel frattempo gli affari tra Kim e Putin procedono a gonfie vele.