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Cina e Russia muovono le navi da guerra: a cosa puntano Xi e Putin

Pechino e Mosca rafforzano la cooperazione navale e incrementano la loro presenza strategica nell’Indo-Pacifico

Cina e Russia muovono le navi da guerra: a cosa puntano Xi e Putin
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Cina e Russia stanno muovendo con sempre maggiore intensità le loro navi da guerra nell’Indo-Pacifico. Le due potenze hanno intensificato le attività marittime in aree sensibili, inviando unità militari attraverso stretti strategici e dimostrando capacità operative sempre più avanzate. In un contesto segnato dalle tensioni su Taiwan, dal rafforzamento delle alleanze regionali guidate dagli Stati Uniti e dal crescente confronto tecnologico-militare, le tensioni sono destinate ad aumentare. Tanto più che le rotte scelte e il tempismo delle missioni indicano una regia attenta, che mira a consolidare il coordinamento sino-russo.

Navi in azione

Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, tre unità della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese hanno attraversato lo stretto di Tsushima, un passaggio cruciale tra il Giappone e la penisola coreana, dirigendosi verso il Mar Cinese Orientale. Tokyo ha monitorato da vicino il transito, impiegando le proprie forze di autodifesa per attività di sorveglianza e raccolta informazioni

Le navi, tra cui cacciatorpediniere dotati di sistemi missilistici avanzati, hanno dimostrato la capacità cinese di operare lontano dalle basi nazionali, in un’area che collega il Mar Cinese Orientale al Mar del Giappone. Non solo: nei giorni successivi, anche un gruppo navale russo ha attraversato lo stesso stretto, rafforzando l’idea di una sequenza coordinata di movimenti in uno snodo strategico.

La sensazione è che non si tratti soltanto di esercitazioni di routine. Al contrario, la scelta di transitare in uno dei corridoi marittimi più sensibili dell’Asia segnala un’intesa crescente tra Pechino e Mosca e una volontà condivisa di testare la prontezza di risposta delle forze giapponesi.

Le mosse di Putin e Xi

Sul piano prettamente strategico, queste operazioni si inseriscono in una fase di ridefinizione degli equilibri regionali. Per la Cina, infatti, la proiezione navale è parte integrante della sua trasformazione in potenza marittima globale, con l’obiettivo di tutelare le rotte commerciali e affermare la propria influenza nel Pacifico occidentale. Per la Russia, sempre più attiva nel teatro asiatico a fronte delle tensioni con l’Occidente, la cooperazione con Pechino offre invece uno spazio operativo e diplomatico alternativo.

Le manovre congiunte e i transiti ravvicinati inviano un segnale ai Paesi dell’area, e cioè che la presenza sino-russa è destinata a diventare strutturale.

In risposta, il Giappone rafforza le proprie alleanze, intensifica la cooperazione con Stati Uniti e partner del Sud-Est asiatico e investe nella modernizzazione delle proprie capacità difensive. Il risultato è un delicato equilibrio di deterrenza reciproca. Nuove tensioni, insomma, in uno scenario già delicatissimo.

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