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"Deciderà le sorti del Pacifico": cosa sappiamo del sottomarino cinese 09V

Il nuovo sottomarino nucleare cinese Type 09V punta a spezzare l’equilibrio subacqueo nel Pacifico. La vera sfida? Restare invisibile ai sistemi di sorveglianza Usa

"Deciderà le sorti del Pacifico": cosa sappiamo del sottomarino cinese 09V
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Un nuovo sottomarino nucleare d’attacco cinese Type 09V è “spuntato” nelle acque di Bohai. Le immagini satellitari che hanno immortalato l’unità nel cantiere di Huludao mostrano un battello più grande e sofisticato rispetto ai precedenti Type 093 della classe Shang. Con una larghezza stimata tra i 12 e i 13 metri e un dislocamento in immersione che potrebbe toccare le 10.000 tonnellate, lo 09V rappresenta un salto dimensionale significativo rispetto alle circa 7.000 tonnellate dei modelli precedenti. La Cina ha dunque fatto importanti passi in avanti.

Il nuovo sottomarino cinese

Tra le novità più evidenti figurano le superfici di controllo a X sulla poppa, una configurazione mai vista prima su un sottomarino nucleare cinese, e la possibile adozione di un sistema di propulsione pump-jet, tecnologia che riduce la rumorosità rispetto alle eliche tradizionali.

Secondo gli analisti, il nuovo SSN potrebbe anche integrare un sistema di lancio verticale per missili da crociera, ampliando la gamma di opzioni offensive oltre ai siluri. Se confermate, queste caratteristiche collocherebbero lo 09V come il candidato più avanzato nella flotta subacquea dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLAN), pensato per operare non solo nelle acque costiere, ma ben oltre la prima catena di isole.

Secondo quanto riportato da Asia Times, il Type 09V segna un possibile cambio di paradigma nel potere sottomarino del Pacifico. Il motivo è presto detto: i sottomarini nucleari d’attacco (SSN) offrono a Pechino autonomia, velocità e capacità di permanenza in mare nettamente superiori rispetto ai battelli convenzionali. Possono scortare gruppi da battaglia portaerei, raccogliere intelligence, condurre operazioni speciali e colpire obiettivi navali o terrestri con maggiore flessibilità.

Cosa succede nel Pacifico

Negli ultimi anni la Marina cinese ha già dimostrato crescente fiducia nelle missioni a lungo raggio, dispiegando unità nel Pacifico occidentale e nell’Oceano Indiano. Il 09V potrebbe dunque diventare lo strumento chiave per garantire copertura subacquea alle portaerei cinesi durante operazioni oltre la prima catena di isole, trasformando una presenza episodica in una proiezione di potenza più stabile e credibile.

La Cina deve tuttavia ancora confrontarsi con la rete di sorveglianza subacquea statunitense, che combina satelliti, sensori sottomarini, pattugliatori e sistemi senza pilota.

Diversi analisti occidentali ritengono infatti che i battelli cinesi siano ancora più vulnerabili alla rilevazione rispetto agli equivalenti americani o russi, soprattutto nei passaggi obbligati come il Canale di Bashi, tra Taiwan e le Filippine.

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