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Duello aereo tra caccia J-16 e F-16: cosa è successo sui cieli di Taiwan

Durante l’esercitazione militare “Justice Mission 2025” di dicembre, jet cinesi hanno compiuto manovre particolarmente aggressive ai danni dei caccia di Taiwan

Duello aereo tra caccia J-16 e F-16: cosa è successo sui cieli di Taiwan

Il 29 e 30 dicembre 2025, la Repubblica Popolare Cinese (Rpc) ha condotto un'esercitazione su larga scala nell'area geografica intorno a Taiwan denominata “Justice Mission 2025”. Come annunciato all'inizio dell'esercitazione dal Comando del Teatro Orientale dell'Esercito Popolare di Liberazione, le manovre si sono concentrate su pattugliamenti di prontezza al combattimento marittimo e aereo, conquista della superiorità generale, blocco di porti e territori chiave e “deterrenza tridimensionale della linea esterna” nella regione marittima intorno a Taiwan. Non è affatto la prima volta che la Rpc si addestra per simulare un blocco dell'isola che Pechino considera come suo territorio, ma in occasione di “Justice Mission” i caccia cinesi coinvolti nelle manovre militari hanno messo in atto manovre particolarmente aggressive nei confronti dei caccia taiwanesi, in una serie di incidenti avvenuti principalmente il 29 dicembre.

Razzi e puntate, ma non solo

A rivelare questo dettaglio inquietante non riferito sino a oggi è stato il Financial Times, che in un articolo spiega che le manovre hanno incluso il lancio di razzi bengala (flares) da parte di un caccia J-16 contro un aereo taiwanese che si era alzato in volo per sorvegliare l'attività aerea cinese mentre il caccia di Pechino stava per attraversare la linea mediana dello Stretto di Taiwan. In un altro caso, sempre un J-16 cinese ha volato molto vicino a un F-16 taiwanese posizionandosi “praticamente in posizione di tiro”, mentre in un terzo avvenuto a nord-ovest di Taiwan, un J-16 che si stava nascondendo al di sotto di un bombardiere cinese H-6K, in una tattica di mascheramento per i radar chiamata “piggybacking”, una volta scoperto dai caccia taiwanesi ha piegato l'aereo su un fianco per mostrare minacciosamente i missili appesi sotto il velivolo. Il primo incidente, come riferisce il Ft, ricorda molto un altro episodio pericoloso avvenuto sempre a dicembre ma in un altro settore di crisi internazionale, quando un aereo cinese ha lanciato flares contro un aereo da pattugliamento filippino sulle contese isole Spratly nel Mar Cinese Meridionale.

Si tratta di comportamenti pericolosi che non rispettano le norme internazionali dell'aviazione generale (Icao) per quanto riguarda le intercettazioni e dimostrano una volta di più come, sebbene il numero di comportamenti poco ortodossi dei velivoli cinesi verso aerei statunitensi sia diminuito quest'anno, la pressione di Pechino sugli alleati degli Usa – Giappone compreso – sia complessivamente aumentata.

L'ammiraglio Samuel Paparo, capo del comando statunitense per l'Indo-Pacifico, aveva affermato a febbraio dello scorso anno che le esercitazioni militari cinesi dovrebbero essere considerate “prove generali” per un attacco di qualche tipo a Taiwan, e in effetti dallo schema delle esercitazioni e dal progressivo cambiamento evidenziato nel corso degli ultimi anni delle azioni intorno all'isola, potrebbe facilmente avere ragione.

Nell'ultimo biennio, l'aviazione dell'Esercito Popolare di Liberazione (Plaaf) ha condotto molteplici azioni pericolose nei pressi di aerei alleati tra cui manovre acrobatiche sconsiderate e lancio di chaff o flare vicino agli aerei, come è emerso da un rapporto del Pentagono pubblicato lo scorso anno riferito al 2024. Secondo alcuni esperti, il prossimo passo nell'escalation potrebbe essere la penetrazione di aerei cinesi all'interno dello spazio aereo taiwanese, ovvero oltrepassando il limite di 12 miglia nautiche che internazionalmente fissa le acque territoriali e lo spazio aereo nazionale, il che aumenterebbe ulteriormente il rischio di incidenti.

C’entrano le purghe di Xi Jinping?

Tornando all'esercitazione incriminata, il ministero della Difesa di Taipei ha riferito che nel suo primo giorno 130 aerei e 14 navi da guerra insieme a otto navi della Guardia Costiera cinese sono stati rilevati in azione intorno a Taiwan e che 90 delle 130 sortite hanno attraversato la linea mediana dello Stretto di Taiwan e sono entrate nella Zona di Identificazione della Difesa Aerea (Adiz) settentrionale, centrale, sud-occidentale e orientale di Taiwan. Nel secondo e ultimo giorno, 77 aerei, 17 navi da guerra e 8 navi della Guardia Costiera di Pechino sono stati osservati intorno all'isola, e 35 delle 77 sortite hanno attraversato la linea mediana. Nello stesso giorno, l'Esercito Popolare di Liberazione ha anche effettuato lanci di razzi ed esercitazioni di assalto anfibio.

Interessante notare come la maggiore aggressività delle forze armate cinesi verso Taiwan sia successiva alla penultima serie di purghe operate dal leader Xi Jinping, quando a ottobre dello scorso anno sono stati esautorati Miao Hua, capo del Dipartimento del Lavoro Politico insieme a ufficiali politici dell'Esercito e della Marina, ma soprattutto è stato estromesso il generale Lin Xiangyang, che era proprio a capo del Comando del Teatro Orientale che si occupa direttamente delle operazioni verso Taiwan. La vittima più recente (inizio febbraio) è Zhang Youxia, uno dei due vicepresidenti della Commissione militare centrale dell'Esercito popolare e, pertanto, uno dei due membri in uniforme più anziani dell'apparato di sicurezza cinese (nonché vecchio amico di Xi).

Tutto farebbe quindi pensare a un riassetto interno all'apparato politico/militare cinese così pesante da avere le caratteristiche di un golpe silenzioso, in cui Xi viene lasciato al suo posto esclusivamente per fungere da controfigura del vero potere politico interno, che appare molto più aggressivo nei confronti di Taiwan.

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