L’esercito statunitense sta accelerando sull’addestramento operativo dei sistemi missilistici HIMARS. Gli Usa hanno testato nuove tattiche pensate per scenari complessi come quello indo-pacifico. Uno scenario particolare dove distanza, rapidità e capacità di coordinamento sono decisive. Ecco che cosa c’è da sapere.
L’esercitazione Usa
Secondo quanto riportato da Defence Blog, soldati del primo Battaglione, terzo Reggimento di Artiglieria hanno condotto una complessa esercitazione di infiltrazione rapida, nota come HIRAIN, spostando i sistemi HIMARS dalol Yakima Training Center, nello stato di Washington, fino al Dugway Proving Ground, nello Utah. L’attività si è svolta nell’ambito dell’operazione Courage Lethality 26, una più ampia esercitazione congiunta guidata dall’I Corps tra il 13 e il 20 aprile.
L’obiettivo principale? Verificare la capacità delle unità di schierarsi rapidamente in un’area operativa, configurare i sistemi in tempi ridotti e colpire bersagli a lunga distanza prima di cambiare posizione, evitando così di essere individuati e colpiti da eventuali forze nemiche.
Durante le manovre, i militari hanno simulato l’impiego reale dei lanciatori utilizzando razzi da addestramento, dimostrando la capacità di coordinare il fuoco attraverso un centro di direzione anche dopo un dispiegamento rapido. Un elemento chiave del test è stato il cosiddetto “Edge Node”, un sistema di comando e controllo progettato per mantenere le comunicazioni tra unità anche oltre il raggio visivo tradizionale.
Una strategia per l’Indo-Pacifico
Nell’Indo-Pacifico, dove le forze potrebbero operare su isole distanti tra loro, questo tipo di tecnologia diventa essenziale per garantire continuità operativa e coordinamento.
Il sistema HIMARS è oggi uno degli strumenti più rilevanti per l’artiglieria moderna grazie alla combinazione di mobilità, precisione e capacità di colpire obiettivi fino a circa 300 chilometri di distanza (a seconda delle munizioni impiegate). A differenza dell’artiglieria tradizionale, può essere trasportato rapidamente su velivoli da trasporto come il C-130 e reso operativo in pochi minuti dall’atterraggio.
Ebbene, questa caratteristica lo rende particolarmente adatto a operazioni dinamiche e distribuite, dove le unità devono muoversi frequentemente per evitare di essere localizzate.
Il concetto HIRAIN sviluppa ulteriormente questa logica, definendo procedure precise per infiltrare i sistemi in aree difficilmente prevedibili dal nemico, massimizzando l’effetto sorpresa e la sopravvivenza delle unità.Steel rain, delivered on time.
— U.S. Army Pacific (@USARPAC) April 23, 2026
U.S. Army Soldiers from the 17th Field Artillery Brigade execute a HIMARS rapid infiltration (HIRAIN) live-fire during Operation Courage Lethality at Yakima Training Center, April 17, 2026. pic.twitter.com/G8qibEKLmC