L’Australia ha avviato un processo di rafforzamento militare che potrebbe cambiare gli equilibri dell’Asia-Pacifico. Lontano dai riflettori, Canberra sta costruendo una capacità di difesa sempre più autonoma e proiettata sul lungo raggio. Accanto a un evidente aumento della spesa per la Difesa, il governo australiano sta ridefinendo il proprio ruolo strategico in una regione segnata da tensioni crescenti. Ecco che cosa sappiamo.
Il riarmo dell’Australia
Il cuore di questa trasformazione è rappresentato dall’acquisizione di sistemi avanzati come gli Himars e i missili di nuova generazione. Secondo quanto riportato da Defence Blog, il governo australiano ha scelto di investire 2,3 miliardi di dollari australiani per rafforzare la capacità di attacco a lungo raggio dell’esercito, introducendo anche il Precision Strike Missile (PrSM).
L’obiettivo è ambizioso: colpire bersagli fino a 500 chilometri di distanza, con prospettive di superare i 1.000 chilometri nelle versioni future. Questo salto tecnologico si inserisce nella strategia di difesa nazionale del 2026, che punta a rendere le forze armate più flessibili e pronte a operare in scenari complessi, anche in coordinamento con alleati.
Di pari passo, Canberra sta investendo fino a 37 miliardi di dollari nel prossimo decennio per potenziare l’intero sistema di targeting e strike a lungo raggio, coinvolgendo Marina, esercito e aviazione. Attenzione, perché il governo ha avviato anche la costruzione di una filiera industriale nazionale per la produzione di missili, inclusi quelli compatibili con i lanciatori Himars.
Missili e capacità anti drone
Non è finita qui, perché il riarmo dell’Australia passa anche da 7 miliardi di dollari investiti per sviluppare capacità anti-drone, un settore diventato centrale dopo le esperienze dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
I primi contratti assegnati a industrie locali riguardano sistemi innovativi come laser ad alta energia e droni intercettori, progettati per neutralizzare minacce aeree sempre più diffuse e sofisticate.
Anche sul piano navale, l’accordo
con il Giappone per la fornitura di fregate di nuova generazione indica una strategia di cooperazione selettiva, che mira a diversificare le alleanze in un contesto globale incerto. La Cina, sempre più nervosa, prende nota…