Durante la parata militare recentemente organizzata dall’Armenia a Erevan per la Festa della Repubblica, il governo guidato da Nikol Pashinyan è stata l'occasione per mostrare al mondo intero la trasformazione delle proprie forze armate dopo le conseguenze dei conflitti con l'Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh. Il messaggio lanciato dalla capitale armena è apparso inequivocabile: ridurre la dipendenza dalla Russia e costruire un apparato militare più moderno attraverso una rete di fornitori internazionali.
Le nuove armi dell’Armenia
In piazza sono sfilati sistemi d'arma provenienti da sette Paesi diversi, un'immagine che fotografa il nuovo orientamento strategico di Erevan in una regione dove gli equilibri di sicurezza restano fragili e in continua evoluzione.
Come evidenziato dal portale Eurasian Times, uno degli aspetti più significativi della parata è stato l'esordio ufficiale di nuove piattaforme acquistate negli ultimi anni. Tra queste ha attirato particolare attenzione il drone da combattimento cinese CH-4B Rainbow, visto per la prima volta in servizio operativo con le forze armate armene.
Si tratta di un velivolo senza pilota a lungo raggio capace di svolgere missioni di sorveglianza, raccolta informazioni e attacco, dotato di missili aria-superficie e di un'autonomia che gli consente di operare per molte ore sopra aree contese. L'acquisizione conferma la volontà armena di colmare il divario emerso nei conflitti recenti, durante i quali l'impiego massiccio di droni da parte dell'Azerbaigian ha avuto un ruolo decisivo.
Accanto ai sistemi cinesi hanno fatto la loro comparsa anche nuove capacità di difesa aerea. Il sistema a corto raggio Majid, ribattezzato "Scorpion" dalle forze armate armene, è progettato per contrastare droni, missili da crociera ed elicotteri a bassa quota. Montato su una piattaforma mobile, il sistema punta a rafforzare la protezione delle unità sul campo contro minacce sempre più diffuse nei conflitti contemporanei.
CH-4 Rainbow #Chinese-made medium-altitude long-endurance armed drone in the #Armenian Army, equipped with AR-1 and AR-2 air-to-ground guided missiles. pic.twitter.com/lNTlAXNwTV
— Jora (@TheScarmind) May 28, 2026
Big Moment
— Brics India (@Brics_india) May 28, 2026
Made in India Pinaka MBRL in Armenia military parade. pic.twitter.com/hLyXBiMXG6
Droni cinesi, missili indiani
Ancora più evidente è stato il peso crescente dell'India nella modernizzazione militare armena. I sistemi indiani hanno occupato una parte rilevante della parata, a partire dal missile antiaereo Akash-1S, rinominato "Lynx", destinato a rafforzare la difesa contro aerei, elicotteri, droni e missili da crociera.
In mostra anche il lanciarazzi multiplo Pinaka, definito spesso l'equivalente indiano dell'HIMARS statunitense, capace di colpire bersagli a decine di chilometri di distanza con elevata mobilità operativa. A questi si sono aggiunti gli obici trainati ATAGS, i semoventi MArG 155-BR e il radar Swathi, specializzato nell'individuazione delle postazioni di artiglieria nemiche.
Allo stesso tempoi, la Francia ha consolidato il proprio ruolo come partner strategico attraverso la fornitura degli obici semoventi Caesar e dei veicoli blindati Bastion.
La varietà delle piattaforme schierate testimonia dunque la volontà dell’Armenia di costruire un arsenale più flessibile e interoperabile, riducendo le vulnerabilità derivanti dalla dipendenza da un singolo fornitore, nel chiaro tentativo di ridefinire la propria collocazione strategica nel Caucaso meridionale.