Gli Stati Uniti hanno annunciato l’intenzione di incrementare la presenza di sistemi missilistici avanzati e altre capacità militari nelle Filippine. La mossa pensata da Washington serve a scoraggiare l’aggressione cinese nel Mar Cinese Meridionale. Il Dipartimento di Stato ha infatti sottolineato che l’obiettivo è quello di rafforzare un alleato chiave in Asia, consolidando una strategia difensiva che negli ultimi anni ha attirato l’ira di Pechino. L’annuncio degli Usa segue incontri tra funzionari statunitensi e filippini a Manila, dove si sono svolti i colloqui annuali sull’alleanza, basata sul trattato di mutua difesa firmato nel 1951. Nella dichiarazione congiunta, Washington e Manila hanno condannato le cosiddette attività illegali della Cina nella regione, con riferimento ai frequenti interventi di navi cinesi che bloccano l’accesso filippino a aree marittime contese.
La mossa Usa nelle Filippine
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, gli Stati Uniti hanno già spostato in passato sistemi missilistici Typhon nelle Filippine settentrionali e hanno mantenuto la loro presenza dopo esercitazioni congiunte, mentre i Marines hanno installato missili antinave a corto raggio sull’isola di Luzon, vicina a Taiwan.
Simili dispiegamenti rappresentino non solo un rafforzamento della difesa filippina, ma anche e soprattutto un serio ammonimento alla Cina: Washington intende usare Manila come punto strategico per proteggere Taiwan e monitorare le attività cinesi nella regione.
La portata di tali sistemi consente di colpire sia obiettivi militari sia infrastrutture civili nel territorio cinese, aumentando la pressione geopolitica su Pechino in un momento di crescente tensione tra le due superpotenze.
La Cina nel mirino
L’ampliamento della presenza militare americana nelle Filippine arriva mentre la Cina celebra il Capodanno lunare. Gli Stati Uniti e Manila hanno ribadito il loro impegno al trattato di mutua difesa, che prevede protezione reciproca in caso di attacchi contro le forze, gli aerei e le navi di entrambi i Paesi.
Le esercitazioni annuali previste ad aprile rappresentano un’opportunità concreta per aumentare ulteriormente la presenza di missili all’avanguardia e sistemi senza pilota, consolidando il ruolo strategico delle Filippine come punto di riferimento della difesa statunitense in Asia.
Non solo: lo scorso luglio, l’esercito americano ha stabilito una presenza rotazionale nel Paese del Sud-Est asiatico sotto il comando di U.S.
Army Pacific e con il coordinamento della nuova Task Force Philippines. Una decisione confermata solo di recente, quasi sottotraccia. Il modello adottato da Washington è chiaro: presenza non permanente, numeri contenuti, cooperazione strutturata.