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Strike di precisione e UAV: Mosca svela il KUB-2-2E

La Federazione russa introduce un nuovo armamento circuitante a guida autonoma, integrato in un’architettura ISR–strike cooperativa e ottimizzata per operare sotto interferenza elettronica

Strike di precisione e UAV: Mosca svela il KUB-2-2E
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La trasformazione in atto nei conflitti armati, segnata dal ruolo sempre più dominante dei sistemi senza pilota, spinge la Federazione Russa a rafforzare la propria presenza nel settore degli UAV militari. All’esposizione UMEX 2026, ad Abu Dhabi, Mosca presenta un portafoglio articolato di soluzioni unmanned che riflette un’esperienza maturata direttamente sul campo e un chiaro orientamento verso l’impiego in scenari complessi e fortemente contestati. Tra le piattaforme esposte, il KUB-2-2E emerge come il fulcro dell’offerta, incarnando l’evoluzione più recente delle munizioni circuitanti russe destinate all’ingaggio di precisione.

Cosa sappiamo

Per Rosoboronexport e per il conglomerato statale Rostec, UMEX rappresenta un passaggio di primo piano nella proiezione industriale verso i mercati del Medio Oriente, dell’Asia e dell’Africa. La scelta di concentrare l’attenzione sui sistemi unmanned non è casuale: la domanda globale di UAV militari e, soprattutto, di munizioni circuitanti continua a crescere rapidamente, trainata dalla loro efficacia operativa e dalla relativa semplicità di impiego rispetto ai sistemi d’arma tradizionali.

Lo spazio espositivo russo ha messo in evidenza piattaforme presentate come pienamente mature sotto il profilo tecnico e già adattate a condizioni di combattimento ad alta intensità. Accanto ai sistemi Lancet-E, proposti in configurazioni integrate con assetti di ricognizione, è stata mostrata una gamma di droni ISR pensati per l’impiego tattico, dal livello della piccola unità fino alle formazioni di manovra più ampie. L’obiettivo è rafforzare le esportazioni e, allo stesso tempo, favorire accordi di cooperazione industriale con partner regionali.

Sistemi integrati e risposta rapida

Il Lancet-E continua a rappresentare uno dei punti di forza dell’offerta russa, grazie a un’architettura che combina individuazione del bersaglio e capacità di attacco in un ciclo estremamente rapido. L’integrazione con il drone da ricognizione Z-16E consente di ridurre al minimo i tempi tra l’acquisizione dell’obiettivo e l’ingaggio, aumentando l’efficacia contro bersagli mobili o temporanei. La configurazione aerodinamica a doppia coda a X contribuisce a migliorare la stabilità in volo e la precisione nella fase terminale, mentre la progettazione privilegia una bassa osservabilità e una buona resistenza alle contromisure elettroniche.

KUB-2-2E: evoluzione e flessibilità d’impiego

Il vero protagonista dell’esposizione resta però il KUB-2-2E, sviluppato dal gruppo Kalashnikov come risultato diretto delle lezioni apprese, (lessons learned), nei recenti teatri operativi. Tale armamento rappresenta un salto qualitativo rispetto alle precedenti versioni KUB, non solo per le prestazioni, ma per la filosofia di impiego. Il sistema è disponibile in varianti di classe leggera e media, pensate per coprire un ampio spettro di missioni: dall’ingaggio di personale e postazioni avanzate fino alla neutralizzazione di obiettivi tattici di maggiore valore, come veicoli leggermente protetti, infrastrutture temporanee e siti di lancio UAV.

Con una massa superiore ai 10 kg, il KUB-2-2E integra sensori optronici avanzati e un sistema di guida automatica ottimizzato attraverso l’analisi dell’impiego reale. È progettato per operare senza limitazioni diurne o notturne e mantiene la piena efficacia anche in condizioni ambientali difficili, come pioggia, sabbia, fumo e presenza di disturbi elettronici intenzionali. Il sistema è certificato per un ampio intervallo di temperature, da –40 °C a +50 °C, e conserva stabilità e controllabilità anche in presenza di vento sostenuto.

Un elemento che ne rafforza ulteriormente il valore operativo è l’integrazione nativa con il drone da ricognizione Skat-350M. L’impiego coordinato delle due piattaforme consente una gestione più accurata del ciclo di ingaggio, migliorando l’identificazione del bersaglio e riducendo il rischio di errori. Questa impostazione riflette l’approccio russo all’attacco selettivo a basso costo, basato su sistemi distribuiti, facilmente sostituibili e capaci di mantenere una pressione costante sull’avversario.

I riscontri provenienti dai reparti che hanno impiegato il sistema evidenziano un buon livello di affidabilità e una notevole adattabilità a scenari operativi differenti.

Per queste caratteristiche, il KUB-2-2E si configura, al momento, come uno dei programmi più rappresentativi dell’attuale sviluppo russo nel dominio unmanned, destinato a giocare un ruolo rilevante nelle future dinamiche del mercato e nelle dottrine di impiego dei sistemi senza pilota.

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