La Corea del Nord è tornata a lanciare missili e testare armi per la seconda volta in pochi giorni. Mentre i riflettori della comunità internazionale sono puntati sul Medio Oriente, in particolare sulla guerra in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran, Pyongyang ha sfoggiato diversi armamenti inediti. La mossa di Kim Jong Un non è una semplice dimostrazione di forza ma anche un messaggio inviato a chiunque volesse, in un futuro non troppo lontano, acquistare jolly militari del genere. E chissà che gli ayatollah non stiano prendendo nota.
I test di Pyongyang
Secondo quanto riportato da Bloomberg, questa settimana Pyongyang ha condotto una serie di test su nuovi sistemi d’arma, tra cui un’arma elettromagnetica e un missile antiaereo a corto raggio, nell’ambito di un più ampio sforzo di modernizzazione delle proprie capacità convenzionali.
Le prove, supervisionate da alti vertici militari, hanno incluso anche test su testate balistiche tattiche e munizioni a grappolo, segnando un salto qualitativo nelle ambizioni tecnologiche di Kim.
Non solo: c’è chi ha fatto notare un aspetto curioso. L’uso di munizioni a grappolo da parte dell’Iran nei recenti conflitti e l’interesse nordcoreano per sistemi simili suggeriscono una possibile convergenza nelle strategie militari dei due Paesi, basate su capacità asimmetriche e relativamente economiche.
Il doppio messaggio di Kim
Detto altrimenti, i recenti test nordcoreani hanno anche un valore commerciale. Pyongyang è da tempo sospettata di utilizzare le proprie dimostrazioni militari come una vetrina per vendere armamenti, tecnologie e persino competenze informatiche a Paesi o attori non statali.
Mostrare nuove capacità significa aumentare l’attrattività sul mercato (nero) globale, in un momento in cui la domanda di strumenti bellici “non convenzionali” è in crescita. Allo stesso tempo, queste mosse servono a ricordare agli Stati Uniti e ai loro alleati che la minaccia resta concreta e non può essere ignorata a lungo.
Non ci sono, ovviamente, prove di possibili vendite di armamenti nordcoreani a Teheran ma gli analisti hanno già iniziato a tastare il terreno.
In ogni caso, non è da escludere che la Corea del Nord scelga di intensificare ulteriormente le provocazioni, magari con test nucleari o azioni più dirette, per tornare al centro della scena. Da protagonista, proprio come piace a Kim.