Dipendenti in malattia: quali altre attività possono svolgere?

di Marco De Bellis

Alcuni casi recenti hanno richiamato l'attenzione su una vecchia questione: l'attività (lavorativa e non) svolta da un dipendente che risulta ammalato per il proprio datore di lavoro. Sul punto, i principi giuridici sono ormai consolidati: non esiste a carico del lavoratore un divieto assoluto di svolgere attività lavorativa e/o ricreativa durante l'assenza per malattia. Tuttavia, tale comportamento può essere causa di licenziamento se evidenzia una simulazione o se risulta idoneo a pregiudicare o ritardare la guarigione. I casi pratici sono i più disparati. A esempio, alcuni anni fa la Cassazione aveva ritenuto illegittimo il licenziamento del lavoratore che, ammalato per affezione agli occhi, aveva svolto attività sportiva di istruttore di judo. Viceversa, il giudice di Milano aveva confermato il licenziamento intimato al lavoratore che, avendo prodotto certificati medici su una presunta lombaggine, aveva in realtà partecipato, vincendoli, ai Campionati nazionali di culturismo. Così è stato ritenuto legittimo il comportamento di una signora che, assente per malattia a causa di coliche addominali, aveva contestualmente partecipato a una trasmissione televisiva come cantante lirica. Il ragionamento dei giudici consisteva nel ritenere l'attività semplicemente amatoriale, dunque priva delle caratteristiche usuranti della prestazione lavorativa. Il caso più singolare, tuttavia, riguarda la dipendente di un'azienda tessile «addetta alle mansioni di confezionatrice». Costei, assentatasi per malattia connessa con un grave stato di esaurimento, regolarmente certificato, in realtà si dedicava alla professione più antica del mondo, peraltro ai bordi di una strada statale. In quel caso, il giudice aveva ritenuto che la dipendente potesse essere licenziata, in quanto lo svolgimento dell'attività lavorativa, in realtà, avrebbe comportato un impegno psico-fisico sicuramente inferiore a quelli determinati dalla prostituzione. Un ragionamento che, in verità, non fa una piega.