(...) Facile oggi dire al magistrato che Delfino avrebbe potuto uccidere ancora. Il fatto è che la stessa cosa era stata detta già un anno fa dalla squadra mobile di Genova. Non solo. Era stata «detta» anche da alcuni precedenti episodi violenti dellindagato, e da successive aggressioni alla nuova fidanzata, certificate da precise denunce. Una delle tre condizioni forse cera, e sarebbe stata già sufficiente. La seconda era quella del pericolo di fuga. Lindagato, dopo il delitto nei vicoli, era scomparso. Si era già reso irreperibile. E subito dopo le indagini, aveva lasciato Genova. Farlo era sua facoltà di uomo libero, ma lui se ne è avvalso. Il rischio che si allontasse, forse cera stato e cera ancora. Cosa poteva fare ancora? Inquinare le prove. E la sua lavatrice con la felpa, i pantaloni e le scarpe lavate subito dopo il delitto non poteva servire a questo?
Di tre condizioni ne bastava una. Forse cerano tutte e tre. Non importa. Importa che cè una ragazza di 33 anni morta. Uccisa. In strada. Dallex fidanzato. Oggi si chiama Maria Antonietta Multari. Un anno fa si chiamava Luciana Biggi. La seconda, probabilmente, non poteva essere salvata. Ma laltra? Non poteva restare viva fino a prova contraria.