La disoccupazione aumenta, ma l’Italia «tiene»

La crisi economica ha ancora un impatto pesante sul mercato del lavoro: in dicembre la disoccupazione nei 16 Paesi dell’area euro è salita al 10%, contro il 9,9% rivisto di novembre. Nel dicembre di un anno fa era all’8,2%. Lo rende noto Eurostat rilevando che si tratta del dato peggiore dall’agosto 1998.
Va un po’ meglio in Italia, dove la percentuale di senza lavoro in dicembre era dell’8,5%, mentre la situazione più grave è quella della Spagna (qui il tasso di disoccupazione tocca il 19,5%).
Si conferma «quello che temiamo e cioè un 2010 difficile e complesso», però l’Italia è andata meglio rispetto ad altri Paesi dell’Unione europea, commenta il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. In una pausa del vertice informale dei ministri europei del Welfare, Sacconi ha infatti sottolineato che, se ci confrontiamo con il dato medio del tasso di disoccupazione dell’Eurozona, vediamo che «è di un punto e mezzo superiore all’Italia e ci sono Paesi come la Spagna che arrivano al 19%. Così va il mondo industrializzato europeo».
Allo stesso tempo, però, il ministro ha fatto notare, sempre riferendosi allo scorso mese, che «per fortuna in Italia l’occupazione resta stabile, aumenta il numero di coloro che risultano disoccupati perché cercano un lavoro e non lo trovano». Quest’anno è stato affrontato «con strumenti adeguati per gli ammortizzatori sociali - ha aggiunto - con risorse quindi sufficienti, ma allo stesso tempo vogliamo fare in modo che la formazione sia molto più utile e più efficace per aiutare le persone a mantenere competenze e a trovare un altro lavoro ove l’abbiano perso». Vista la situazione, per Sacconi, dunque, sarebbe opportuno «adottare politiche e strategie comuni come quella di un migliore impiego del Fondo sociale europeo». In particolare, il titolare del dicastero ha ribadito che «dobbiamo aiutare i giovani perché abbiano più competenze».
In effetti, la disoccupazione giovanile (tra 15 e 24 anni) in Italia arriva al 26,2%, mentre nell’Eurozona è al 21%: «Una situazione molto critica», secondo il responsabile dell’indagine condotta dall’Istat. Peggiora anche il tasso di disoccupazione femminile, che è salito al 10%, tornando quindi a due cifre per la prima volta dal novembre 2005. In totale gli italiani in cerca di lavoro a dicembre hanno superato quota 2 milioni, 57mila in più rispetto a novembre (+2,7%) e 392mila in più dello stesso mese dell’anno prima (+22,4%).
Il tasso di disoccupazione è arrivato quindi all’8,5% dall’8,3% di novembre (+1,5 punti percentuali rispetto a dicembre del 2008), raggiungendo il valore massimo da gennaio del 2004, inizio della serie storica: ricordiamo, però, che nel primo trimestre del 2003 il tasso era più alto, a quota 8,7%. Nell’intera Ue il dato di dicembre è arrivato al 9,6%, il più alto dal gennaio 2000: a novembre era del 9,5%, mentre si attestava al 7,6% un anno fa. Secondo stime Eurostat, a dicembre i disoccupati ammontavano, nell’Ue, a 23,012 milioni, di cui 15,763 milioni nell’Eurozona.
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