Disperso Ritrovato l’italiano «Per fortuna ero fuori città»

Si era temuto per lui. Ma Federico Albertini, giovane insegnante di Ascoli Piceno, da tre anni a Concepción, sta «bene» e al momento del terremoto «era fuori città», tra le più colpite dal sisma. Nell’Ascolano si tira un sospiro di sollievo dopo l’angoscia delle prime ore dopo la tragedia, quando di lui si erano perse le tracce. La notizia del «contatto» con Albertini è arrivato ieri pomeriggio. Ed è proprio l’ambasciata italiana a dare la notizia, dopo che aveva lanciato un appello - a cui lui stesso ha risposto - a farsi vivo. A spiegare i motivi per cui non era stato rintracciato arrivano le parole della famiglia, in Italia, che spiega come Federico stesse cambiando casa e non avesse al momento un indirizzo preciso in cui essere rintracciato. I diplomatici italiani in Cile - dall’ambasciata a Santiago al consolato di Concepción, tornato operativo già domenica - hanno battuto infatti a tappeto tutti gli indirizzi degli italiani residenti. E stanno continuando a fare le verifiche - in stretto coordinamento con l’Unità di crisi della Farnesina - su ogni segnalazione. Sta bene anche l’arcivescovo italiano di Concepción, monsignor Ricardo Ezzati Andrello, originario di Campiglia dei Berici nel Vicentino, del quale non si riusciva ad avere notizie.

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