Milano - Un’indagine della Camera di commercio di Milano indica che il 10% delle coppie in crisi rimanda il divorzio a causa della recessione internazionale. È quanto emergerebbe da uno studio realizzato in aprile su 865 imprenditori sposati. Finora ogni mille matrimoni, tre non arrivavano a fine anno, ma non nel 2008 e nel 2009, nonostante l’atmosfera sempre più tesa in famiglia, sono mancati i soldi per spese legali (in media 10mila euro) e assegni familiari (alimenti circa 400 euro per un figlio, 600 euro se i figli sono due). Per questo una coppia su dieci sull’orlo della divisione ha deciso di prendere tempo. Particolarmente alta, si legge in una nota, è l’incidenza degli imprenditori che rappresentano circa un terzo di chi divorzia. Sono i più coinvolti perché diventa più difficile l’equilibrio tra la responsabilità sul lavoro e in casa. Soprattutto se la crisi taglia i guadagni e la famiglia ne risente. Si tratta per lo più di uomini, i più colpiti sul fronte delle spese per il divorzio. Il 60% di chi aspetta a divorziare tra gli imprenditori ha guadagni ridotti a causa della crisi e il 40% troppo poco lavoro.
Per quasi uno su due le entrate si sono ridotte della metà circa in questo anno difficile. Sempre la metà cerca di cambiare attività e di rimettersi in proprio, sperando che le cose vadano meglio. Nel 60% dei casi hanno tra 40 e 50 anni.Divorzio, quanto mi costi e in molti rinviano
Un’indagine della Camera di commercio di Milano indica che il 10% delle coppie in crisi rimanda il divorzio a causa della recessione. Mancano i soldi per spese legali, in media 10mila euro) e assegni familiari (alimenti circa 400 euro per un figlio, 600 euro per due)
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