Dl anticrisi, decreto correttivo verso la fiducia

Sarà approvato domani in Consiglio dei ministri il decreto con le correzioni al dl anticrisi. La decisione di Palazzo Chigi arriva a fronte dei correttivi imposti da Napolitano che aveva chiesto essere "contestuali" alla promulgazione della legge di conversione del dl

Dl anticrisi, decreto correttivo verso la fiducia

Roma - Il dl anticrisi approda domani mattina nell’aula di Palazzo Madama e con ogni probabilità il via libera arriverà sabato con un voto di fiducia. Oggi le commissioni Bilancio e Finanze del Senato voteranno i circa 270 emendamenti, ma è ormai chiaro che il testo non verrà modificato e le correzioni verrano apportate con un decreto ad hoc che dovrebbe varare il Cdm di domani. Ma già i tecnici del Bilancio avvertono: "Lo scudo fiscale rischia di vanificare gli effetti di deterrenza delle misure anti-evasione".

Domani il decreto correttivo Il governo approverà nel Consiglio dei ministri di domani il decreto correttivo del dl anti-crisi all’esame del Senato. Il via libera al "nuovo" testo avverrà così nello stesso giorno in cui Palazzo Madama darebbe il via libera al "vecchio". E sarebbero così contestuali la promulgazione del primo decreto e la controfirma sul secondo da parte del Quirinale. Le modifiche al testo riguarderebbero norme su Corte dei Conti, poteri del ministero dell’Ambiente e scudo fiscale: circa 270 gli emendamenti al dl. Il testo blindato arriverà, quindi, in Aula domani e sempre domani ci sarà il voto confermando il testo venuto da Montecitorio con un nuovo voto di fiducia.

Proteste dell'opposizione L’opposizione al completo, dal Pd all’Idv e all’Udc, ha parlato di "pasticcio della maggioranza" e dell’introduzione del "ministero dell’impazzimento legislativo" perché la "soluzione più logica e saggia prevedeva che il governo presentasse in Senato gli emendamenti correttivi, per approvarli e passare poi al via libera della Camera". Adesso, invece, ha attaccato l’opposizione, "non si farà altro che perdere tempo rimandando tutto a settembre".

Le richieste del Colle La decisione di Palazzo Chigi arriva a fronte dei correttivi avanzati dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che aveva chiesto essere "contestuali" alla promulgazione della legge di conversione del dl. Quindi sarebbe inaccettabile l’ipotesi affacciata ieri in ambienti della maggioranza di approvare solo a fine agosto il decreto ad hoc con le modifiche su Corte dei Conti e competenze del ministero dell’Ambiente in materia di energia, e forse anche su Bankitalia. È quanto ha fatto sapere ieri il Colle, secondo quanto riportato da alcuni quotidiani e confermato questa mattina da ambienti del Quirinale. Dal Colle si ricorda che nell’unico precedente raffrontabile - la Finanziaria 2007 del Governo Prodi - si era intervenuti appunto in assoluta contestualità, facendo in modo che non entrasse mai in vigore la norma da correggere, il "comma Fuda" con la riduzione dei termini di prescrizione per i risarcimenti del danno derivante alla Pubblica Amministrazione da responsabilità amministrativa. Dunque anche in questo caso la legge di conversione del decreto manovra potrà essere promulgata solo nel momento in cui sia stato già varato anche il dl correttivo.

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