Dl anticrisi verso la fiducia: domani alla Camera

Slitta a domani l’inizio della discussione generale nell’aula della Camera. Fini plaude: "Garantire i tempi adeguati". Ancora alcuni nodi da sciogliere. Probabile la fiducia entro giovedì. Bocchino: "Non sarebbe uno scandalo"

Dl anticrisi verso la fiducia: domani alla Camera

Roma - È slittato a domani l’inizio della discussione generale del decreto legge anticrisi nell’aula della Camera. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha accettato la richiesta avanzata dai presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze di avere un giorno in più per esaminare il testo. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha accolto la richiesta dei presidenti delle due commissioni "ritenendo importante che alle commissioni siano garantiti tempi adeguati per pervenire a predisporre un testo compiuto".

Si discute sulla fiducia L’opposizione sta approfittando di ogni spazio di intervento e la maggioranza è vincolata all’appello del presidente della Camera Gianfranco Fini al governo perché in caso di fiducia, ormai pressochè certa, il maxi-emendamento ricalchi il testo discusso nelle commissioni. Per questo l’approdo in Aula del provvedimento sta slittando di ora in ora. Il testo del provvedimento sarà discusso in Aula domani e, a quel punto, dopo la discussione generale, il governo dovrebbe mettere la fiducia, al più tardi giovedì mattina. "E' difficile dire oggi se il governo porrà la fiducia - sottolinea il ministro del Welfare Maurizio Sacconi - certo è urgente l’entrata in vigore di quelle norme che sono rivolte a sostenere la liquidità delle imprese e l’occupabilità delle persone". Proprio per questo, osserva il vice capogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino "la fiducia non sarebbe uno scandalo". Il punto interrogativo, però, è a questo punto, su quale testo verrà posta.

Gli sgravi fiscali alle pmi Nel dl anti-crisi arrivano sgravi del 3% sull’aumento del capitale sociale delle imprese fino a 500mila euro. L’emendamento prevede che "l’agevolazione può essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti". La norma stabilisce che "per gli aumenti di capitale di società di capitali o persone di importo fino a 500mila euro perfezionati da persone fisiche mediante conferimenti, ai sensi del codice civile, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto si presume un rendimento del 3 per cento annuo che viene escluso da imposizione fiscale per il periodo di imposta in corso alla data di perfezionamento dell’aumento di capitale e per i quattro periodi di imposta successivi". 

Lotta all'evasione fiscale La lotta all’evasione infrange un nuovo muro. Gli ispettori del fisco potranno accedere nell’attività di lotta all’evasione alle carte (ma anche a notizie, dati e informazioni) relative alle attività di controllo e di vigilanza di natura creditizia, finanziaria e assicurativa svolte dalle Authority di settore, cioè da Bankitalia, Consob e Isvap. La richiesta può essere fatta "anche in deroga a specifiche disposizioni di legge".

Tassa sull'oro al 6% La tassa sull’oro resta al 6% ma viene fissato un tetto di 300 milioni di euro sulle riserve alle quali si applica questa aliquota. Non sarà retroattiva perché il tributo viene richiesto solo per l’anno di entrate in vigore della legge anti-crisi sui valori figurativi che risultano a fine anno. In caso di vendita reale dell’oro nei tre anni successivi l’imposta si applicherà solo sulla differenza che già non è stata tassata. L’emendamento, interamente sostitutivo dell’articolo 14 del provvedimento si applica al periodo di imposta in corso. Nel testo viene anche specificata la necessità di un parere della Bce e, inoltre il parere conforme della Banca d’Italia.

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