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Domani la cerimonia per Ramelli. Niente targa per le vittime di odio

Lo scorso anno Sala aveva proposto di intitolare un luogo della città a tutte le vittime dell'odio politico

Domani la cerimonia per Ramelli. Niente targa per le vittime di odio
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A cinquant'anni dalla sua morte il sindaco Beppe Sala ha reso omaggio a Gaetano Amoroso, giovane militante comunista ucciso nel 1976 da un gruppo di estremisti di destra. Il sindaco, come da tradizione, ha deposto un mazzo di fiori senza indossare la fascia tricolore, come fa ogni anno anche alla commemorazione per Sergio Ramelli, il giovane del Fronte della gioventù ucciso il 29 aprile del 1975 da militanti di estrema sinistra. La cerimonia quindi è prevista domani. Lo scorso anno Sala aveva proposto di intitolare un luogo della città a tutte le vittime dell'odio politico. "Mi pare che la mia idea non abbia raccolto molto entusiasmo, quindi non sto a riproporla - ha sottolineato ieri - Posso continuare a fare quello che sto facendo, cioè andare a quasi tutte le ricorrenze. Tra l'altro non sono mai mancato una volta né alla cerimonia per Ramelli, né a quella per Pedenovi".

La storia di Gaetano Amoroso, ha sottolineato ieri, "è una delle storie meno conosciute, se vogliamo, di quegli anni terribili. Devo confessare che anch'io che avevo 18 anni non me la ricordavo. In quegli anni, succedevano cose gravissime e le si davano per scontate. Almeno da quel punto di vista, credo che oggi non sarebbe più possibile".

La scorsa settimana invece un giardino comunale a Pero, nell'hinterland, è stato intitolato a Ramelli. Ha partecipato anche il presidente FdI del Senato Ignazio La Russa.

"Non ci siamo mai fermati nel raccogliere la fiaccola di chi ci ha lasciato per cercare di trasmetterla a quelli che venivano dopo" ha detto La Russa ricordando anche Pedenovi, consigliere provinciale dell'Msi ucciso l'anno seguente.

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