La donna Prada è una principessa che però si mette in corto

MilanoTutte le fiabe provengono dalle profondità del sangue e dell'angoscia: questo pensiero di Kafka che apre Il mondo incantato, testo fondamentale di psicanalisi scritto da Bruno Bettelheim, ci conduce per mano nell'atmosfera onirica che ieri sera si respirava al défilé di Prada. Ma non è sufficiente a spiegare la complessità di un progetto creativo che scompagina a ogni stagione i prevedibili giochi di tendenze. «C'è mistero, divertimento, ironia e nostalgia in questa collezione», diceva infatti Miuccia Prada prima di far sfilare, tra proiezioni di palazzi su un susseguirsi di porte, una primavera-estate apparentemente allegra ma tutt'altro che superficiale.
Tra un gioco di rimando fra una Cenerentola contemporanea e il realismo di tanti eccessi, la donna Prada rispecchia i desideri di tutte le donne. «A me interessa indossare delle idee» dice sicura la signora dello stile che non accetta lo snobismo di chi guarda alle donne appassionate di vestiti come a delle emerite cretine. La moda è andare oltre le necessità quotidiane e Prada disegna un'estate molto fresca, dove i tempi e i luoghi s'invertono e l'abito da sera si porta in spiaggia mentre al mare si va con inusuale eleganza. Divertissement di proposte fatte di gonne corte e di abiti con pannelli che sembrano ali capaci di rendere leggera una forte femme fatale. Ma non è tutto: abiti candelabro, stampe di spiagge trattate con colori speciali e tanto bianco illuminante e trasparente non negano il bello dei verdi e dei bluette al neon. Ma chi pensa al barocco sbaglia perché in collezione c'è il minimalismo sorprendente dei classici tessuti di seta rifatti con il nylon e portati alla modernità. E quando fra zoccoli e scarpe alte e basse è apparsa la scarpetta trasparente di Cenerentola, nessuno si è fatto ingannare: di povertà non c’è traccia perché il lusso dei pezzi tagliati ad arte e delle borse con cerniere in finti gioielli dichiaravano a chiare lettere che stiamo parlando di una principessa dotata di una nuova attitudine allo shopping. Del resto il negozio Prada di corso Venezia inaugurato ieri sera a Milano, è la perfetta meta di una donna alla quale interessa la dialettica di materiali e la massima personalizzazione con il servizio «Made to Order».
Tutt'altra musica sulla passerella di D&G dove arriva la spavalda cowgirl decisa a far valere le ragioni della sua bellezza. «Le clienti ci chiedono piccoli pezzi pratici e sexy che le aiutino a sentirsi bene con se stesse», spiegano Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Ma si sa: le cose facili, meno crudeli e più vicine alle donne sono anche le più difficili da disegnare. Lavoro molto ben riuscito in questa collezione ricca di proposte tutte desiderabili, dalle camicie di denim come moderno passepartout alle tante variazioni di pizzo di camoscio utilizzato in gonnelline, abiti bustier e fantastici shorts. Immancabile un tocco di romanticismo negli abiti e nelle gonne tempestate di ruche di pizzo bianco, di tenerezza con le stampe di Mickey Mouse e Minnie. Insomma il “magico duo” sta al passo con i tempi e dichiara che il nuovo concept store D&G di corso Venezia ha felicemente conquistato - grazie alle aree speciali che dividono lo spazio creando boutique nella boutique - le loro clienti.
Un inno al jeans, prima palestra creativa di Roberto Cavalli, ha portato molti consensi alla Just Cavalli, collezione che lo stilista definisce semplice e sperimentale al tempo stesso, dedicata a una ragazza che si sente designer di se stessa. Ecco perciò i jeans in seta passata alla fiamma ossidrica, i bustier in denim con fodere di cotone anch'esse logorate ad arte, le scarpe platform in pelle intrecciata. «È una collezione piena di libertà dove ho potuto sperimentare tutte le mie tecniche - tessuti dipinti a mano, ricamati, doppiati - mettendole al servizio della bellezza», spiegava infatti Cavalli.