Donne discriminate, Novartis paga 250 milioni

Negli Stati Uniti, l’azienda farmaceutica Novartis è stata condannata a pagare 250 milioni di dollari in danni a oltre 5.000 dipendenti ed ex dipendenti donne, discriminate per quanto riguarda gli stipendi, le promozioni e la maternità. Lo ha stabilito - riporta la stampa statunitense - una giuria americana. La causa era stata intentata dalle donne dipendenti ed ex dipendenti della casa farmaceutica.
David Sanford, legale delle ex impiegate di Novartis, ha detto che il verdetto è un chiaro messaggio a Novartis e ad altre società sul fatto che «non possono più andare avanti discriminando». Si tratta di uno dei maggiori processi della storia americana sulla discriminazione sessuale.
Le 12 donne fanno parte delle 14mila impiegate della compagnia farmaceutica svizzera negli Stati Uniti.
Il legale della Novartis, Richard Schnadig, non ha voluto rilasciare commenti alla stampa. L’azienda farmaceutica ha detto già pochi giorni fa che ricorrerà in appello.
La giuria al processo, riportano le agenzie, nel considerare le misure punitive ha preso in considerazione la natura e la durata del comportamento della società nei confronti delle impiegate, il tipo di danno causato alle donne e le azioni dell’azienda dopo le accuse di discriminazione. Le impiegate al processo lavorano o lavoravano nel settore commerciale dell’azienda; alcune di loro sono manager. Tra loro, Amy Velez, assunta dalla società farmaceutica nel 1997 come rappresentante di commercio a Washington. Ha lavorato alla Novartis fino al 2004.
Dopo la notizia, le azioni della farmaceutica sono scese di 0,61 punti alla borsa di New York.

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