Le donne al lavoro: più brave meno pagate

Sono più brave degli uomini, si laureano con voti superiori, ma guadagnano di meno e vengono colpite maggiormente dalla crisi economica. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, divulgati nel corso della conferenza regionale «Avanti c’è posto. Di lavoro», nel Lazio oltre la metà delle donne non hanno un’occupazione e stanno soffrendo la recessione economica più degli uomini. «Nel terzo trimestre del 2009 - spiega la direttrice centrale dell’Istat Linda Laura Sabbadini - l’occupazione femminile è calata di 1,3 punti percentuali a fronte di una diminuzione dello 0,3 tra gli uomini. Si è ridotto notevolmente il part-time e questa è una grande criticità nell’occupazione femminile, e a soffrirne sono soprattutto le lavoratrici dipendenti delle industrie e dei servizi, italiane e straniere».
All’iniziativa, organizzata dall’assessorato regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi con il supporto tecnico di Lait e Bic Lazio, ha partecipato anche un ricercatore dell’Isfol, Emiliano Rustichelli che ha aggiunto: «In genere le donne che cercano lavoro sono più istruite degli uomini: circa il 27 per cento ha una laurea e il 46 un diploma. Sul lavoro risultano penalizzate e sottoinquadrate: basti pensare che, se la maggior parte dei laureati (63 per cento) ha alte qualifiche, la maggior parte delle laureate (per altro, in genere, con voti superiori) ha qualifiche medie. Le donne laureate, infine, sono retribuite anche di meno: in media 7,1 euro all’ora rispetto agli 8 euro di un uomo».
«In un momento di crisi come questo - ha spiegato l’assessore Tibaldi - lo strumento della cassa integrezione permette ai lavoratori di restare ’agganciatì all’impresa. Proprio venerdì scorso abbiamo chiuso l’accordo con le parti sociali per gli ammortizzatori sociali in deroga nella Regione anche per il 2010».
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