Nostro inviato a Washington
«Il comunicato del G7 parla di action plan: ora abbiamo proprio bisogno di azione, e le decisioni prese dal Gruppo dei Sette vanno nella direzione giusta». Mario Draghi, come presidente del Financial stability forum, lavora alla messa a punto delle nuove regole che dovranno operare nel nuovo sistema finanziario internazionale che uscirà, con le ossa più o meno rotte, da questa crisi di enormi proporzioni. Il governatore non sa dire se la crisi abbia o no toccato il fondo, o quanto ancora durerà: «La domanda è troppo difficile, e - scherza - ho dimenticato a casa la sfera di cristallo». Ma è convinto che la risposta giunta dalla riunione del G7 sia, al momento, quella giusta: «Questa azione comune, anche se definirla coordinata sembra troppo ambizioso, è molto importante». E spiega: il mercato ha bisogno di nuovi capitali, li richiede, e questi capitali sono in arrivo. Insomma, mai più casi come il fallimento di Lehman Brothers, come Draghi ha detto esplicitamente commentando a caldo il comunicato del G7.
Coordinamento e trasparenza sono i due requisiti fondamentali per affrontare la situazione. «Sotto pressione - dice il governatore - alcuni Paesi hanno preso decisioni che hanno avuto ricadute su altri. Cè bisogno di coordinare le misure di emergenza internazionale. E stiamo scoprendo ogni giorno quanto siano pro ciclici i nostri sistemi in termini di regole e standard contabili». Ma è soprattutto la scarsa trasparenza ad essere negativa: se c'è incertezza, il mercato chiede più capitali. Draghi critica anche la scarsa trasparenza dimostrata dalle società di rating: devono cambiare il loro modo di lavorare, afferma, eliminando i conflitti dinteresse.
Adesso, per Draghi è importante mettere in atto con rapidità le raccomandazioni che il Financial stability forum ha consegnato al G7. «Se verranno realizzate tutte - osserva - in futuro avremo un sistema finanziario più robusto, anche se sappiamo bene - aggiunge il governatore di Bankitalia - che nessuno di questi interventi è immediatamente utile per questa crisi: si tratta di misure di medio periodo». È necessario ricreare un sistema finanziario che operi con rapporti più bassi di indebitamento, nel quale vi sia un rafforzamento della vigilanza prudenziale e regolamentare, «oltre a un livello di trasparenza che permetta di comprendere meglio i rischi, e di gestirli».
Draghi: «È la direzione giusta»
Il governatore di Bankitalia: «Essere trasparenti paga: più sanno gli investitori, meglio è per la stessa società quotata. Ma serve più coesione tra i Paesi. Fermare gli scambi sui mercati? Ipotesi mai discussa»
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