E Dario Fo porta in scena le primarie

Gianandrea Zagato

Sostiene che «solo il furto ha fatto nascere la proprietà privata». Applausi di quella platea che aspettava di sentire qualcosa di sinistra. E lui li ha accontentati, naturalmente. Nessuna difficoltà: lui non è Bruno Ferrante, che teme altrimenti di perdere i voti dei moderati. A Dario Fo viene istintivo raccontare «qualcosa di sinistra»: «I bisogni della città non te li senti nei salotti buoni». Altra razione d’applausi allo Smeraldo di piazza XXV Aprile. Anche Milly Moratti e Davide Corritore si spellano le mani. Sorridono gli altri due candidati alle primarie quando Fo cita Gramsci, «se non sappiamo da dove veniamo è difficile sapere dove andiamo». Sembra che tutto ma proprio tutto il suo monologo sia incentrato su un convitato di pietra, quell’ex prefetto che, accusa Fo, «è sempre assente». Ma è difficile confrontarsi su un programma quando non c’è. Occasione che Fo sfrutta da gran maestro, anzi da premio Nobel, portando sul palco un programma in (..)
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