E i pirati sbarcano nel Mar Baltico

SVEZIA I corsari assaltano e tengono in ostaggio per 12 ore una nave diretta in Algeria

E i pirati sbarcano nel Mar Baltico

La bandiera nera con il teschio non l'avevano di sicuro, e nemmeno le bende sull'occhio, la gamba di legno o il pappagallo sulla spalla. E non avevano nemmeno le barche lunghe tipiche dei vichinghi, o i loro elmi con le corna. Di certo, gli uomini dell'equipaggio della «Mare Artico», non si aspettavano di trovarsi di fronte dei pirati nel mezzo del Mar Baltico (fra le isole di Oeland e Godland), appena iniziato il loro viaggio che avrebbe dovuto condurli dalla Finlandia all'Algeria. I quindici uomini russi che compongono l'equipaggio della barca hanno raccontato di essere stati avvicinati da un altro natante con a bordo otto uomini, che si sono fatti passare per agenti antidroga in cerca di stupefacenti e li hanno così abbordati con l'inganno.
Una volta a bordo non c'è nemmeno stato il tempo di dare battaglia: i quindici sventurati russi sono stati presi, picchiati con i calci dei fucili e sequestrati per dodici ore. Che sono servite all'agguerrito gruppo di pirati per perquisire da cima a fondo la nave, frugando fra i tronchi di legno del carico alla ricerca di chissà cosa. Alla fine, dopo mezza giornata, gli uomini hanno abbandonato la «Mare Artico» e i suoi traumatizzati marinai, che hanno potuto finalmente dare l'allarme, anche se, secondo quanto svelano i media svedesi, che hanno portato alla luce l'assalto avvenuto una settimana fa, non è stata possibile un'azione tempestiva perché l'armatore della nave ha avvertito soltanto l'ambasciata russa di Helsinki, che a sua volta avrebbe avvertito in ritardo le autorità marittime svedesi. «È la prima volta a memoria d'uomo che succede una cosa del genere - ha detto Ingemar Isaksson, a capo delle indagini sull'arrembaggio -. L'equipaggio? Poteva andare peggio, c'è chi si è ritrovato qualche livido e i denti rotti». Estremamente stupita anche la società armatrice: «In tutta la mia vita non mi era mai successo nulla di simile - ha raccontato Victor Matveev, l'amministratore delegato dell'Oy Solchart Management AB, cui fa capo la nave assaltata -. Noi abbiamo mandato la “Mare Artico” avanti e indietro fra la Finlandia e il Mediterraneo per anni e anni, e questo è ancora più fastidioso. Tutti i membri dell'equipaggio lavorano per noi da molto tempo, sono professionisti, mica dei novellini».
Cosa stessero cercando i pirati, ancora non lo sa nessuno, e la polizia svedese non è riuscita fino ad adesso a mettersi in contatto con la nave, che dovrebbe trovarsi ormai fra Spagna e Portogallo. «Non crediamo che sia una nuova tendenza», ha chiosato Isaksson, rifiutandosi di fornire ulteriori informazioni sui possibili moventi al vaglio dei suoi uomini. Di sicuro, le sorvegliatissime acque del Baltico non si trasformeranno in un posto simile al Golfo di Aden, davanti alla costa somala, dove i pirati imperversano da anni e tengono ancora sotto sequestro una nave italiana, e dove anche due corvette svedesi stanno aiutando le forze internazionali a rendere più sicura la zona.

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