In fondo è qui grazie a Ficcadenti, il tecnico del Cesena che si è preso una mezza cotta per il Giappone e nel giro di pochi anni ci è già stato 29 volte.
Comunque Nagatomo adesso è qui, non ha ancora superato le perplessità di chi ritiene il calcio nipponico una sorta di seconda frontiera e intanto qualcosa lo sta imparando, per esempio a fare gol : « Un regalo di Dio», ha commentato. Leonardo che in Giappone c'è stato più di Ficcadenti, si sente molto coinvolto, una sensazione percepibile: «Conosco da un pò Nagatomo, è arrivato con un pò di pregiudizi, ma credo abbia già superato le aspettative e mi ha dato emozioni». In campo i due si erano abbracciati a lungo per festeggiare il suo primo gol italiano, una molto onorevole rovesciata di sinistro.
«È stato un abbraccio per ringraziare il mister e trasmettergli la mia gioia», ha spiegato Nagatomo. Un segno di affetto seguito da un inchino in mezzo al campo di fronte a Javier Zanetti in perfetto stile nipponico. «Volevo fare qualcosa di speciale dopo il gol, ma vedevo tutto bianco», ha raccontato il terzino giapponese .
«Devo ringraziare l'Inter, per tutto quello che mi ha dato in questo periodo. Il mio ruolo è principalmente difensivo, non dovrei andare a fare gol, ma oggi è stato così, lo ha voluto Dio e lo dedico ai tifosi».
Che sembrano ricambiare con affetto e anche tra i tifosi è scoppiata la nagatomania.
E al quinto gol scoppia la «nagatomania»
«Vedevo tutto bianco». Maglietta numero 55 a ruba, piccoli fans che si salutano facendo l'inchino, il quinto gol di Yuto Nagatomo non è celebrato solo da telecamere che non smettono mai di inquadrarlo e decine di giornalisti nipponici che studiano ogni suo sospiro
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