Ecco l'ultima follia del Parlamento europeo: "Gli Stati garantiscano casa e lavoro ai rom"

La risoluzione introduce l'obbligo per gli Stati membri di dare lavoro e alloggi a tutti i rom,
favorire l’accesso nella pubblica amministrazione e garantire
l’istruzione dei bambini con insegnanti di lingua rom. La Lega: "Invaso il terreno
nazionale, è
ora che siano riconosciuti anche i nostri diritti"

Bruxelles - Dare lavoro e alloggi a tutti i rom, favorire l’accesso alla pubblica amministrazione e garantire l’istruzione dei bambini con insegnanti di lingua rom. E' l'ultima follia del Parlamento europeo che, con la scusa di iuna maggiore ntegrazione, ha introdotto l'obbligo per tutti gli stati membri di usare i 17 miliardi di euro stanziati per aiutare i rom. La risoluzione rasenta l'assurdo nel passaggio in cui si vieta di "citare i rom e i gitani nei comizi politici", pena l’applicazione di sanzioni per discriminazione e incitamento all’odio razziale. "e' inaccettabile", tuonano gli europarlamentari della Lega Nord: "L’Ue ha di nuovo invaso il terreno nazionale, imponendo ai suoi Paesi membri sanzioni assurde. E' ora che l’Europa inizi a riconoscere anche i nostri diritti".

L'ultima follia del Parlamento Ue La plenaria del Parlamento europeo ha approvato quasi all’unanimità (appena 32 voti contrari e 60 astensioni a fronte di 576 voti favorevoli) una risoluzione per introdurre standard minimi obbligatori a livello europeo - con tanto di sanzioni per i governi che non li rispettano - per promuovere l’integrazione, sociale, economica e culturale dei rom, la minoranza etnica che - con oltre 10 milioni di individui - è la più grande d’Europa. Netta l’opposizione della Lega Nord, compatta nel votare contro. "Si è perso di vista il vero significato del principio di sussidiarietà (che attribuisce competenza solo nazionale su alcuni temi, ndr) - ha commentato l’eurodeputato Oreste Rossi - e si è completamente stravolta l’autonomia e la legittimità delle politiche nazionali in questo settore".

L'inclusione dei rom in Europa Il testo comunque rappresenta il contributo del Parlamento alla Strategia europea per l’inclusione dei rom che il 5 aprile sarà presentata dalla Commissione. Nella risoluzione si rileva che i rom, al centro del dibattito politico europeo nell’autunno scorso grazie alle politiche di espulsione volute dalla Francia di Sarkozy, soffrono di una discriminazione sistematica e combattono contro "un livello intollerabile di esclusione" e violazioni dei diritti umani. "Oggi - ha detto la relatrice per il Parlamento, l’ungherese L¡via Jaroka (Ppe) - abbiamo fatto un grande passo verso un impegno a livello Ue per alleviare la povertà e l’esclusione sociale della piè grande minoranza etnica del nostro continente. Questa strategia Ue deve porre l’accento principale sul rispetto e la promozione dei diritti fondamentali al lavoro, all’alloggio, alla salute e all’istruzione".

Le operazioni di rimpatrio La risoluzione del’europarlamento denuncia anche le "discutibili operazioni di rimpatrio", che hanno creato un "clima di paura e inquietudine" fra la popolazione rom e hanno anche avuto l’effetto di aver portato "preoccupanti livelli di razzismo e discriminazione". La Strategia europea della Commissione dovrà pertanto combattere ogni forma di violazione dei diritti fondamentali, inclusi "la discriminazione, la segregazione, i discorsi d’incitazione all’odio, il profiling etnico, il rilevamento illegale delle impronte digitali, nonchè lo sfratto e l’espulsione illegali".

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