"Eco-incentivi, il governo ci sta lavorando"

Il sottosegretario Saglia al “Giornale”: «Pensiamo a un’uscita graduale. I bonus non devono diventare una droga permanente». E la Marcegaglia sollecita una regia europea: «Bisogna sostenere i settori fondamentali». Colaninno (Piaggio): «Senza una proroga il rischio è che si chiudano fabbriche»

«Siamo all’opera sugli ecoincentivi ed entro la fine del mese prevediamo di preparare una prima bozza di lavoro. L’obiettivo è di riproporli adottando la linea dell’atterraggio morbido. I bonus funzionano realmente se non vengono trasformati in una sorta di “droga” permanente. Il ministero, poi, ha verificato che le agevolazioni in vigore hanno portato benefici, grazie all’Iva introitata e alla cassa integrazione risparmiata. Per l’Erario il costo è stato contenuto». Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico, fa il punto con il Giornale dopo l’allarme lanciato dai vertici della Fiat sulla necessità che i sostegni alle vendite siano prorogati anche nel 2010, pena - come sottolineato dall’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne - «un disastro per l’occupazione nel 2010». Saglia conferma, dunque, che il problema è tra quelli sul tavolo del governo. L’altro giorno, rispondendo a Marchionne, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, aveva affermato che «la prosecuzione degli incentivi all’auto è una cosa auspicata e auspicabile». A Roma e a Torino, intanto, dove hanno sede l’Unrae e l’Anfia, le organizzazioni che rappresentano i costruttori esteri e nazionali di auto, si cominciano a fare i primi conti. «Senza incentivi nel 2010 - dicono all’Unrae - le vendite crollerebbero a 1,7-1,75 milioni unità rispetto ai 2,1 milioni stimati nel 2009. Solo quest’anno l’impulso garantito dai bonus ha permesso al mercato di non scendere a 1,65-1,8 milioni». «Se il governo deciderà di rinnovare gli incentivi - aggiunge Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor - dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di privilegiare le vetture ecologiche, cioè quelle che funzionano con carburanti che non siano la benzina o il gasolio, premiando in particolare il metano con aiuti permanenti». [TESTO]Preoccupato è anche Roberto Colaninno, numero uno di Piaggio: «Senza una proroga almeno per tutto il 2010 il rischio è che si chiudano o si riducano le fabbriche».[/TESTO] A poco più di tre mesi dalla fine dell’anno gli ecoincentivi stanno diventando un cavallo di battaglia non solo in Italia. Ne hanno parlato, ieri, all’inaugurazione del Salone dell’auto di Francoforte, l’eurocommissario ai Trasporti, Antonio Tajani («in un momento di crisi il settore va sostenuto e difeso per creare occupazione, senza protezionismi») e il cancelliere Angela Merkel, che ha promesso aiuti pubblici ai costruttori tedeschi per lo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale. Anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, è intervenuta sull’argomento, appoggiando le sollecitazioni arrivate dalla Fiat, ma allargando il campo dei sostegni ad altri settori, come l’edilizia: «Il 2010 sarà ancora un anno difficile, anche se leggermente migliore del 2009; per questo ritengo che bisognerà continuare a sostenere comparti fondamentali come l’auto e l’edilizia o altro. Dobbiamo evitare un crollo della produzione e degli acquisti in un momento come questo, proprio in prossimità del 2010 quando auspichiamo che la congiuntura possa ulteriormente migliorare. Sui sostegni per fronteggiare la crisi ognuno è andato per conto proprio e ora, che si riparla di bonus, sarebbe fondamentale una regia europea».

Commenti