Alitalia e la fusione con Etihad: nel piano previsti 2500 esuberi

Il ministro del Lavoro Poletti assicura: "Ci sarà trattativa con le parti". Bruxelles avverte: "Il controllo resti europeo"

James Hogan, presidente di Etihad Airways
James Hogan, presidente di Etihad Airways

La fusione con Etihad non sarà indolore. Anzi. In Alitalia ci saranno "attorno ai 2.500" esuberi. A margine di un convegno a Milano, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti cerca di stemperare le preoccupazioni rimandando al termine del confronto tra le parti qulasiasi polemica e consegnando il futuro dell'aviolinea italiana alla regia del ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi.

Il Cda di Alitalia si riunirà venerdì prossimo. L'incontro, già in programma per deliberare la convocazione dell’assemblea sul bilancio 2013, ha ora un nuovo ordine del giorno. Al primo punto ci sarà, infatti, l’esame del via libera di Etihad alla fase finale della trattativa tra le due compagnie. Nella lettera sono state messe nero su bianco le ultime richieste: "criteri e condizioni" posti da Abu Dhabi per entrare in Alitalia con una quota appena sotto il 50% (nel rispetto dei vincoli Ue) e un investimento che si avvicinerà ai 600 milioni. L’ultimo scambio di lettere ha ormai chiarito fin nei dettagli le rispettive posizioni. Il "sì" di Etihad alla struttura dell’operazione ha sancito un accordo già ampio. Intanto la Commissione europea ha chiesto nuovamente all'Italia di garantire che l’effettivo controllo di Alitalia "resti in mano Ue". Tanto che potrebbe richiedere alle autorità italiane i documenti che provino la non violazione delle norme europee.

Adesso non rimane che mettere a punto gli ultimi nodi, a partire da debito e esuberi. In preallarme ma cauti i sindacati che sono ora in attesa di notizie ufficiali sul piano industriale e sull’impatto occupazionale. Per Poletti è "prevedibile e necessario un confronto tra le parti". Sugli esuberi, in particolar modo, "ci sono numeri che sono quelli dichiarati pubblicamente, però bisognerà vedere la discussione di merito con i sindacati". "Ci sono situazioni diverse - avverte il ministro - c’è personale di volo e di terra, c’è una situazione precedente, c’era un piano legato ad Alitalia e c’è già un nucleo di persone con cassa integrazione a zero ore". Proprio per questo Poletti invita a considerare la situazione nel suo complesso. Ad ogni modo, c’è un fondo volo nelle disponibilità del ministero delle Infrastrutture. "Bisogna capire come questa situazione si configurerà non essendoci ancora un accordo - conclude Poletti - la discussione di merito ci sarà quando Alitalia e le parti discuteranno il piano".

Dal fronte sindacale ancora non si pronuncia la Cgil, che attende notizie certe prima di prendere posizione. "È stato evitato il disastro. Adesso speriamo che si apra uno scenario di sviluppo per Alitalia", dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che avverte: "È sbagliato parlare subito di esuberi. Non bisogna fare terrorismo sulla pelle dei lavoratori". "Se ci sarà sviluppo - conclude - non ci saranno esuberi e potranno essere riassorbiti via via tutti i lavoratori". "Grande cautela" anche dalla UilTrasporti. "Solo dopo aver visto il piano - dice il segretario generale Claudio Tarlazzi - si potrà comprendere la dimensione degli eventuali esuberi".

Alitalia ha anche smentito in serata "la notizia di una qualsivoglia volontà di chiudere o ridurre le sue attività all'aeroporto di Milano Malpensa". Nelle trattative con Etihad la volontà di rafforzare l'attività cargo e i voli intercontinentali, anche per via dell'Expo.

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