Alitalia rinuncia alla piccola Air Malta

La compagnia aerea sarebbe stata un problema in più

Paolo Stefanato

La notizia non è stata ancora ufficializzata, ma viene ormai data per certa: Alitalia non acquisterà il 49,9% di Air Malta, la compagnia di bandiera dell'isola mediterranea. La trattativa appare sfumata, e l'iniziale slancio si è arenato. L'operazione era stata annunciata in primavera ed entro l'estate avrebbe dovuto essere concretizzata, ma ogni termine indicato è stato ampiamente superato. Fonti maltesi sostengono che Etihad, la vera regista, abbia «perso l'entusiasmo». In realtà la domanda da porsi non è perchè Alitalia non compri Air Malta; è piuttosto da chiedersi perchè mai avrebbe dovuto farlo. Si tratta di una compagnia piccola (dieci Airbus 319 e 320 in tutto), che collega l'isola con 40 destinazioni; ha i conti dissestati, nel 2011 è stata oggetto di aiuti di Stato non più ripetibili (130 milioni) che avrebbero dovuto consentire di tornare all'utile entro marzo 2016. I primi due anni è riuscita a mantenersi nei parametri del piano, poi le perdite sono andate fuori controllo.

Così la compagnia statale si era data l'obbiettivo di trovare un partner strategico, e Alitalia-Etihad era parsa la soluzione. Il modello dell'operazione era esattamente quello adottato da Etihad per le sue acquisizioni: partecipazioni di minoranza in vettori da risanare, con i quali creare un network. I precedenti sono la stessa Alitalia, Air Berlin, Air Serbia, Air Darwin e pochi altri. Non sempre sono stati dei successi, e forse anche questo deve aver indotto a osservare meglio la realtà maltese. Da parte sua il governo dell'isola appare anche influenzato dalle prossime elezioni politiche, e teme di compiere azioni impopolari. Se il partner strategico non sarà Alitalia, tuttavia, è difficile che ne trovi un altro; si è parlato fumosamente di trattative con un investitore nazionale e con una società canadese. Ma l'alternativa sembra essere tra salvataggio e fallimento.

Perchè Alitalia voleva Air Malta? In aprile, all'avvio delle intese, l'ad Cramer Ball aveva sottolineato che in ogni caso l'operazione non avrebbe dovuto pregiudicare il risanamento. Lo scopo era quello di verificare se Air Malta potesse «contribuire alla nostra crescita strategica e, in particolare, se e in che modo i network delle due compagnie possano completarsi in alcuni mercati come, per esempio, quello del Sud Italia». Strategia corretta, ma non ad ogni costo. Alitalia avrebbe potuto aiutare Air Malta, ma quest'ultima no. Anzi, sarebbe stata un problema in più.

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