Alitalia senza cassa per gli stipendi

Per fine mese serve un nuovo prestito. E la Ue avverte: "Nessuna continuità societaria"

Alitalia senza cassa per gli stipendi

A fine mese le casse di Alitalia saranno vuote e l'amministrazione straordinaria, in assenza di nuovi finanziamenti, non sarà in grado di pagare gli stipendi del personale. Questo il triste esito di un incontro tra il commissario Giuseppe Leogrande e i sindacati confederali, che ieri si sono confrontati sul drammatico presente della compagnia e sulle incertezze del futuro: la crisi di governo in questo momento non aiuta, e le due parti si sono trovate in accordo nel voler sollecitare ogni tipo di azione, che comunque deve passare da Bruxelles. I sindacati hanno anche annunciato una manifestazione per chiedere al nuovo esecutivo interventi a favore delle categorie del trasporto aereo.

Sempre ieri, il Commissario europeo alla concorrenza, Margrethe Vestager ha detto che la valutazione sui prestiti concessi dal governo ad Alitalia è quasi conclusa. L'Unione deve decidere se i cosiddetti prestiti-ponte erogati a partire dal 2017 per un ammontare complessivo di 1,3 miliardi, interessi esclusi, siano o non siano aiuti di Stato. Da questo dipenderà tutto lo sviluppo successivo delle vicende della compagnia. La Vestager ha anche precisato di non aver ricevuto la richiesta di un nuovo sostegno alla compagnia, che nei giorni scorsi era stato indicato in una cifra di circa 200 milioni. Per quanto riguarda invece l'ultima tranche delle provvidenze Covid, si tratta di considerare effettivamente quali sono le regole specifiche e di evitare sovracompensazioni dei danni derivanti dalla pandemia. Va ricordato che Alitalia ha già ricevuto 277 milioni dal governo autorizzati dalla Ue, nell'ambito della pandemia; 73 milioni sono quelli ancora attesi, 20 dei quali riferiti ancora a novembre. I finanziamenti pubblici ricevuti e da ricevere ammontano finora a 1,65 miliardi.

La situazione è veramente ingarbugliata e ruota intorno a un fattore inarrestabile: il tempo. L'Alitalia commissariata, quella che vola, ogni mese deve pagare non meno di 30-40 mila euro di spese correnti, stipendi, carburante, scali. D'altra parte, il bando di gara per la cessione degli asset, che poi è lo scopo della gestione commissariale, non è stato ancora formulato. L'ultimo bando risale a un anno fa, poi svanito nel vortice della pandemia. Solo dopo la cessione degli asset la newco Ita se sarà assegnataria dell'attività aviation potrà decollare, e a questo punto pare da escludere che si faccia in tempo per aprile, come annunciato. Oggi l'impasse è totale, con l'Ue attenta a valutare le mosse del commissario perchè il bando rispetti le leggi del mercato e non favorisca nessuno, e contemporaneamente impegnata a valutare il piano industriale di Ita per assicurarsi che tra le due entità ci sia quella discontinuità a gran voce richiesta per evitare lo spettro degli aiuti di Stato.

A questo proposito Margrethe Vestager ha ribadito: Vogliamo essere sicuri che si tratti effettivamente di una nuova società, il che implica avere un nuovo modello di business gestibile, occupati, asset, marchio: la vendita degli asset deve essere fatta in termini di mercato. La commissaria ha aggiunto: Incoraggio affinchè si tratti di una nuova società perchè se non fosse effettivamente nuova e ci fosse una decisione negativa su aiuti pubblici, il rimborso di tali aiuti sarebbe a suo carico.

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