Allarme di Confartigianato: "Il fisco tassa il 68% degli utili di impresa"

Giorgio Merletti: "Come possiamo essere competitivi con una tassazione sul lavoro che ha superato il 42%?". Poi avverte la politica: "Basta promesse"

Allarme di Confartigianato: "Il fisco tassa il 68% degli utili di impresa"

"Come possiamo essere competitivi con una tassazione sul lavoro che ha superato il 42%?". La domanda viene posta dal presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, che precisa: "La strada prima da imboccare, per noi, non è quella di eliminare il costo del lavoro dalla base imponibile irap, bensì quella di prevedere sgravi contributivi per le nuove assunzioni".

L'allarme lanciato da Confartigianato prende di mira anche la riforma Fornero: "L’anno scorso abbiamo assistito all’ennesimo paradosso: mentre il ministro del lavoro indicava l’apprendistato come la via maestra per formare i giovani, al tempo stesso lo caricava di nuovi costi e complicazioni. E imponeva barriere al mercato del lavoro, in ingresso e in uscita. Questi errori si pagano cari. Basta leggere le cifre della disoccupazione giovanile: dal 2008 a inizio 2013, ogni giorno, abbiamo perso 680 occupati sotto i trentacinque anni".

Inoltre, Merletti avverte: "Le nostre aziende non ce la fanno più a sopportare una pressione fiscale che nel 2013 toccherà il 44,6% del pil, vale a dire 2,4 punti in più sopra la media dell’eurozona. In pratica, paghiamo 38 miliardi di maggiori imposte rispetto ai partner europei, 639 euro in più per abitante. Tra il 2005 e il 2013 l’incremento delle entrate fiscali è stato di 132 miliardi pari ai 132 miliardi di incremento del pil. Così non si esce dal tunnel della crisi".

Accanto alla pressione fiscale c’è quella della burocrazia. "Non possiamo più permetterci il lusso di indossare la maglia nera in europa per la pressione fiscale e burocratica. Vorremmo cominciare a scalare la classifica. Sono anni che ascoltiamo annunci di grandi semplificazioni ma poi dobbiamo sprecare in burocrazia un mare di soldi, arrivati a 31 miliardi l’anno. E non diteci che non ci sono risorse per cambiare le cose. Molti interventi si possono fare a costo zero. Però bisogna volerlo", tuona Merletti.

Che poi ha sciorinato numeri allarmanti: "Da novembre 2011 a oggi il sistema produttivo ha perso 60mila imprese, la disoccupazione giovanile è cresciuta di oltre 8 punti, il Pil è calato del 3,4%, la pressione fiscale è aumentata di quasi 2 punti e il credito alle imprese è diminuito di 65 miliardi. Le imprese italiane corrono contromano e a occhi bendati e sembra si faccia di tutto per spingerci oltre confine per trovare condizioni normali per fare impresa: il fisco italiano tassa il 68,3% degli utili lordi d’impresa, in Svizzera appena il 30,2%".

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