Atlantia, il nodo del prezzo. Titolo in calo

Dopo la nuova offerta di Cdp, che è pronta a mettere 9 miliardi sul tavolo per il 100% di Autostrade

Atlantia, il nodo del prezzo. Titolo in calo

Dopo la nuova offerta di Cdp, che è pronta a mettere 9 miliardi sul tavolo per il 100% di Autostrade, assieme ai fondi Blackstone e Macquarie, la palla passa nuovamente al cda di Atlantia. Il board della holding autostradale esaminerà domani la proposta vincolante annunciata martedì per l'acquisto di una quota pari all'88% circa di Aspi, ma nel frattempo il titolo ha sofferto in borsa dopo gli ultimi rialzi, chiudendo la seduta in ribasso del 2,03% e tornando sui 16 euro ad azione.

A portare incertezza, nonostante diversi analisti ritengano positiva l'offerta vincolante, è il prezzo: Atlantia già nei mesi scorsi aveva ritenuto troppo basso un valore allineato a quello attuale e sembra difficile che un via libero possa arrivare ora. L'attesa è che il cda del gruppo nomini un advisor per approfondire la proposta in vista dell'assemblea dei soci che poi dovrà esprimersi sul tema: nei mesi scorsi soci di peso come il fondo Tci, secondo azionista con il 10%, hanno fatto sentire con forza la loro posizione contraria a un accordo su queste cifre, che ritengono basse. «Andrà verificato se ci saranno spazi di ulteriore negoziazione», sottolinea Equita, che vede uno «scenario politico migliorato» che «dovrebbe favorire una soluzione per il dossier, che parte dall'approvazione definitiva del piano economico finanziario». Un accordo su Aspi, evidenziano, risolverebbe il problema del debito nella holding, che potrebbe così sostenere meglio Abertis e ruotare gli assets. Per Kepler, invece, per Atlantia, a fronte di un'offerta insoddisfacente, sarebbe più proficuo procedere con lo scorporo di Aspi, che consentirebbe di ridurre i rischi.

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