Banca Generali punta al digitale

Mossa: "Siamo piattaforma aperta". Il modello Amazon

Banca Generali punta al digitale

Il modello Amazon tutto a portata di click si sta diffondendo anche nell'universo della gestione patrimoniale. Innovazione digitale, accordi commerciali con le fintech, utilizzo della tecnologia blockchain e omnicanalità sono le parole anche nel futuro del wealth management.

È questo lo scenario di riferimento entro cui è stata presentata la prima ricerca sul Digital Wealth Management Italiano promossa da Cetif-Università Cattolica e Banca Generali. «Il wealth management non si trova ancora nell'occhio del ciclone ma delle azioni preventive sono necessarie per non farsi trovare spiazzati nell'arena dei digital disruptors», avverte il report.

L'evoluzione digitale del wealth management pone al centro la richiesta di personalizzazione dei servizi offerti al cliente per cui si rende necessaria più segmentazione degli utenti. Il WealthTech Italian Index mostra che le banche che si rivolgono al segmento più basso della piramide (il settore affluent) tendono ad avere un livello di innovazione maggiore, mentre le banche concentrate sul settore upper affluent stanno spingendo sulla segmentazione. Il settore private ha poi un picco verso l'omnicanalità sulla spinta delle crescenti richieste dei clienti e il segmento Hnwi spunta sullo sviluppo di strategie di innovazione. «Fin dalle origini abbiamo immaginato la banca come una piattaforma aperta e per ogni iterazione, abbiamo sviluppato un ecosistema digitale», ha commentato Gian Maria Mossa, ad di Banca Generali (nella foto) ricordando come il gruppo sia passato in 7 anni da una gestione di 25 miliardi (meno di 12 nel private banking) a una di 65 (45 di private banking). All'orizzonte, per il manager, il traguardo è trasformarsi da interlocutore di riferimento, gestore della relazione e custode del patrimonio, in regista delle relazioni, interprete dei dati e creatore di opportunità.

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