Il braccio di ferro tra l'Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) e Cloudflare è solo l'ultimo in ordine di tempo. In realtà l'Agenzia delle Entrate e le varie authority di garanzia italiane, in primis l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l'Agcm), stanno stangando diverse società americane da diverso tempo a questa parte: da Amazon ad Apple, ma anche Meta rischia grosso pur non essendo ancora stata multata.
Andando con ordine, però, ha fatto molto discutere la multa in verità non molto elevata, solo 14 milioni di euro rifilata dall'Agcom all'azienda del cloud a stelle e strisce Cloudflare, che peraltro ha minacciato di sospendere i suoi servizi di cybersecurity per i Giochi di Milano Cortina 2026. L'azienda, che ha portato il caso all'attenzione del vice presidente Usa JD Vance in visita a Milano per le Olimpiadi, ha contestato legalmente la sanzione definendo pericolosa la legge anti-pirateria su cui l'Authority ha basato la sua decisione: una legge secondo la quale l'Agcom può ordinare ai fornitori di servizi Internet di bloccare domini o indirizzi IP usati per la diffusione di contenuti pirata. Cloudflare in tal senso è stata accusata di non bloccare siti che diffondono contenuti pirata come le partite della serie A di calcio, per questo è stata multata.
Di ben altro tenore è stata comunque la multa al colosso dell'e-commerce Amazon: l'Antitrust italiana, dopo una sentenza del Tar del Lazio, ha rideterminato l'anno scorso una sanzione (risalente al 2021 e inizialmente di 1,1 miliardi) in oltre 752 milioni di euro. L'azienda fondata da Jeff Bezos (in foto) è accusata di aver penalizzato sul suo marketplace i venditori che non utilizzavano i suoi servizi di logistica, configurando così un abuso di posizione dominante. Americani che probabilmente non si rassegneranno a livello legale e che, tra l'altro, su un altro caso nei mesi scorsi hanno già dovuto accettare una maxi-transazione da 723 milioni con l'Agenzia delle Entrate per chiudere alcune controversie fiscali. Fatto, quest'ultimo, che ha molto irritato il gruppo di Seattle il quale ha in seguito annunciato l'archiviazione del progetto delle consegne dei pacchi con i droni nel nostro Paese. L'Agcm ha fatto cassa anche su Apple: lo scorso dicembre, infatti, ha inflitto al colosso guidato da Tim Cook una multa da 98 milioni perché, sull'App Store, avrebbe imposto regole che penalizzavano le altre app nella pubblicità e nel tracciamento, mentre lei manteneva vantaggi per i propri servizi.
Il fisco italiano, peraltro, sempre lo scorso anno aveva chiesto cifre molto importanti a Meta (che ha in corso anche un'istruttoria Antitrust), LinkedIn e X ai quali contestava versamenti dell'Iva per rispettivamente 887, 140 e 12,5 milioni di euro. Richieste contro le quali i big americani hanno fatto ricorso nell'estate del 2025.
Tutto questo, potenzialmente, potrebbe essere causa di tensioni tra l'Italia e gli Stati Uniti di Donald Trump, il quale aveva minacciato dazi all'Europa quando la Commissione Ue aveva sanzionato Google per 2,95 miliardi lo scorso settembre.