"Bonus da 200 euro a rischio". Chi rimane senza

A pochi giorni dall'entrata in vigore della manovra c'è ancora poca chiarezza

"Bonus da 200 euro a rischio". Chi rimane senza

Il bonus da 200 euro, misura inserita dal governo Draghi all'interno del "Decreto aiuti", sarebbe già a rischio per milioni di cittadini italiani a causa dell'inefficienza della pubblica amministrazione. Questo l'allarme lanciato stamani da Dario Montanaro, presidente dell'Associazione nazionale consulenti del lavoro.

"Milioni di lavoratori dipendenti rischiano di non ottenere il bonus da 200 euro, la somma una tantum da erogare nella retribuzione di luglio tramite i datori di lavoro, decisa dal governo con decreto del 17 maggio", denuncia infatti Montanaro. Ancora troppe le ombre intorno al sussidio, soprattutto considerando il fatto che oramai ci si avvicina a grandi passi al momento in cui la manovra dovrebbe partire. "Il Mef e il ministero del Lavoro", precisa ancora il presidente dell'Ancl, "non forniscono le istruzioni operative, sembra quasi vogliano rimandare l'impatto finanziario sui conti dello Stato". E tutto questo nonostante il tentativo da parte dell'Inps di "mettere una toppa" al problema tramite la pubblicazione di una circolare relativa agli aspetti applicativi della misura che in realtà "non chiarisce nulla". "Non è accettabile una tale sequenza di eventi per una misura che coinvolge quasi tre milioni di lavoratori", lamenta Dario Montanaro.

A breve distanza dall'entrata in vigore della manovra non esistono ancora "disposizioni precise, operative e utilizzabili per gestire l'erogazione del bonus. Il fatto ancora più grave è che, a quanto ci risulta, anche l'ente previdenziale è ancora in attesa di disposizioni da parte dei ministeri competenti".

Resta solo una settimana di tempo per porre rimedio alla situazione, ammonisce il presidente dell'Ancl, ed evitare che vengano a determinarsi "condizioni per le quali sarà impossibile erogare il bonus a milioni di lavoratori a causa delle evidenti inefficienze della pubblica amministrazione". Una situazione definita senza giri di parole "inaccettabile", specie per il fatto che "imprese e lavoratori siano ostaggio di una burocrazia lenta e farraginosa che, al 22 giugno, non riesce a fornire una circolare operativa concernente una misura economica da erogare a decorrere dai primi giorni di luglio". Per evitare che ciò possa accadere, Montanaro esorta anche i sindacati a unirsi alla richiesta di chiarezza inoltrata dall'Associazione nazionale consulenti del lavoro.

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