Btg vende Bsi ma fa un maxi-sconto

La banca svizzera va nelle mani di Efg per 1 miliardo di franchi

Va in porto con lo sconto la cessione di Bsi da parte della brasiliana Btg Pactual a Efg International, ramo svizzero del gruppo creditizio della famiglia greca Latsis. La banca ticinese - finita nello scandalo del fondo sovrano malese 1Mdb, su cui gravano sospetti di riciclaggio e corruzione, e per questo pesantemente sanzionata - passa di mano al closing al «prezzo preliminare» di 1,06 miliardi di franchi svizzeri. La cifra è inferiore agli 1,33 miliardi indicati a febbraio da Efg e ancor più rispetto agli 1,5-1,6 miliardi che erano stato comunicati da Btg, che aveva rilevato Bsi da Generali nel 2015.

L'accordo prevede il pagamento al gruppo brasiliano di 575 milioni di franchi in contanti, il trasferimento di 86,2 milioni di azioni Efg (pari al 30%) valutate 454 milioni e strumenti obbligazionari Efg per 31 milioni di franchi. Inizialmente la quota in contanti era prevista a circa 1 miliardo. Efg rimarca che il corrispettivo versato al closing comprende «adeguamenti preliminari al ribasso» pari a 217 milioni di franchi, che per 48 milioni riflettono il minore valore contabile tangibile di Bsi e per 167 riflettono la raccolta negativa al 30 novembre 2015. Non solo, «il corrispettivo finale» per l'acquisto di Bsi sarà soggetto all'audit «e quindi a ulteriori potenziali adeguamenti».

Btg ha «convenuto di indennizzare Efg rispetto a determinati danni: per questo 51 milioni di azioni Efg sono state trasferite su un conto di grazia svizzero, vincolato per due anni. Con l'acquisto di Bsi, Efg diventa comunque una delle maggiori banche svizzere con circa 148 miliardi di masse gestite e con un Cet1 del 16,8%.

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