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Btp, domanda boom da 265 miliardi. E lo spread torna ai minimi dal 2008

Richieste 13 volte l'offerta per il Green e il 7 anni

Btp, domanda boom da 265 miliardi. E lo spread torna ai minimi dal 2008
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Boom della domanda per i nuovi collocamenti del Tesoro. Le richieste per 265 miliardi di euro hanno superato di oltre tredici volte l'offerta di 20 miliardi. La prima tranche del nuovo Btp a 7 anni, con scadenza 15 marzo 2033, è stata emessa per 15 miliardi a fronte di una domanda di circa 150 miliardi. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,901 corrispondente a un rendimento lordo annuo del 3,191%, confermando il forte interesse degli investitori. In parallelo, la riapertura del Btp Green 30 aprile 2046 ha raccolto 5 miliardi, con richieste superiori a 115 miliardi e un rendimento lordo all'emissione del 4,158% al prezzo di 99,778.

Il nuovo successo arriva in un contesto di forte compressione degli spread, con il differenziale tra Btp e Bund sceso ieri sotto i 65 punti base, a 64,6, sui livelli del 2008. Mercoledì era a 70 punti, mentre il rendimento del Btp è sceso leggermente al 3,5% e quello del Bund è salito al 2,86%. È un'altra soddisfazione personale per il ministro Giancarlo Giorgetti, che ha potuto constatare l'ulteriore calo del differenziale. La scorsa settimana Daniele Bivona di AcomeA aveva sottolineato come "sono i flussi a dominare la price action" e il riequilibrio dei portafogli potrebbe spingere il differenziale ancora più in basso nel corso del 2026. Per alcuni analisti quota 50 sarebbe compatibile con l'attuale livello dei rating in area "singola A".

La risposta del mercato ha confermato non solo la fiducia nella solidità del debito italiano, ma anche l'efficacia della strategia messa in campo dal Tesoro per il 2026. Secondo le linee guida sul debito, "il proseguimento dell'offerta dedicata agli investitori retail" rappresenta una delle direttrici principali, puntando a consolidare la quota di famiglie tra i detentori di Btp, salita al 15% in soli due anni, e aprendo spazio a eventuali nuove edizioni di Btp Valore e Btp Italia. La seconda direttrice riguarda l'allungamento delle scadenze, con il segmento decennale che continuerà a mantenere il suo ruolo di punto di riferimento per l'intera curva dei rendimenti nominali italiana. Il Tesoro non esclude il ritorno dei cosiddetti matusalem bond, titoli a 50 anni come il Btp marzo 2072 o il marzo 2047, da collocare tramite aste ordinarie o sindacati. La terza gamba strategica è rivolta ai mercati internazionali, con l'emissione di titoli in valuta estera, intercettando l'interesse degli investitori globali che a ottobre detenevano quasi il 34% del debito italiano.

Con il collocamento di ieri il Tesoro conferma dunque la capacità di attirare una domanda eccezionale, rafforzando la

strategia di diversificazione degli investitori. In questo scenario, il 2026 si apre con una prospettiva favorevole per il finanziamento del debito, sostenuta dall'ottimo gradimento del mercato e dalla stabilità dello spread.

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