Il taglio al cuneo fiscale slitta ad ottobre: cosa succede

Il governo è alla ricerca dei fondi necessari a ridurre il peso fiscale sulle famiglie italiane

Il taglio al cuneo fiscale slitta ad ottobre: cosa succede

Non ci sarà nessuna anticipazione sul taglio del cuneo fiscale. La voce che circolava da tempo sul possibile intervento del governo già nel mese di luglio si è rivelata infondata. Brutte notizie per i contribuenti italiani, i quali speravano in un’estate migliore grazie alla riduzione delle tasse, un intervento che verrà effettuato in occasione della prossima manovra finanziaria. Tutto ciò peserà in maniera evidente sui nuclei familiari, anche perché, nonostante il consiglio dei ministri abbia azzerato gli aumenti dei prossimi tre mesi, i cittadini dovranno far fronte agli incrementi dei prezzi di luce e gas a partire da settembre 2021.

La preoccupazione per i rincari

Come riporta il quotidiano Il Messaggero, i rincari sono notevoli: i costi dell’energia elettrica sono cresciuti del 91% (1.071 euro in più a famiglia), mentre quelli del gas del 70% (1.696 euro in più a famiglia). A preoccupare maggiormente il governo è l’energia elettrica che di questo passo inciderà sempre di più sulle tasche dei contribuenti. La prerogativa del premier Mario Draghi è di trovare le risorse necessarie per alleggerire il peso fiscale dalle buste paga dei lavoratori. Si parla di un importo pari a 16 miliardi di euro che darebbe un po’ di ossigeno alle famiglie. Ma per emanare provvedimenti ad hoc ci vuole ancora tempo, poiché è necessario discutere delle modalità da adottare con le parti sociali.

Gli interventi del governo rimandati a ottobre

Ci saranno diversi incontri con le organizzazioni sindacali e gli imprenditori prima di assumere decisioni definitive. I tempi per varare nuovi espedienti e il taglio del cuneo fiscale sono abbastanza lunghi, non prima del prossimo mese di ottobre. Intanto, il governo sta studiando per le prossime settimane misure tampone per calmierare i rincari, dato che i 3 miliardi di euro già stanziati rischiano di essere insufficienti. In particolare è il prezzo del metano che continua a salire vertiginosamente e a preoccupare il presidente del consiglio dei ministri. Ma il governo dove prenderà i soldi per combattere l’aumento dei prezzi di luce e gas? La ripresa dell’economia, grazie al rilancio del turismo, dovrebbe dare una grossa mano. Il resto arriverà dai tagli ai fondi di riserva e ai rimborsi fiscali.

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