Cgia, Pmi oppresse da fisco e burocrazia: quasi 100 scadenze

La fatturazione elettronica, che sarà possibile a partire dal 2019, non risolleverà la situazione: il numero delle scadenze e degli adempimenti fiscali sfiorerà quota 100 e gli artigiani di Mestre non possono che uscirne penalizzati

Tra liquidazioni, versamenti di acconti, saldi di imposta, invii e trasmissioni telematiche all'Inps e all'Agenzia delle Entrate, per le piccole e medie imprese il peso della burocrazia ha raggiunto livelli inaccettabili. Oltre alla perdita di tempo, le imprese non possono contare sugli uffici amministrativi interni e sono quindi costrette a incaricare terzi per l'adempimento di queste incombenze, facendosi carico di spese aggiuntive spesso proibitive.

La fatturazione elettronica, che sarà possibile a partire dal 2019, non risolleverà la situazione: il numero delle scadenze e degli adempimenti fiscali sfiorerà quota 100 e gli artigiani di Mestre non possono che uscirne penalizzati, soprattutto le piccole imprese che intrattengono scambi commerciali con l'estero.

"Mentre gli imprenditori chiedono da tempo di abbassare il carico tributario e di alleggerire l'oppressione fiscale, la politica, che ad ogni piè sospinto non manca l'occasione per annunciare imminenti sburocratizzazioni e mirabolanti tagli alle tasse, nei fatti sta spingendo il sistema fiscale nella direzione opposta, incrementando le scadenze e, quando va bene, rinviando a tempi migliori la riduzione delle imposte", è l'allarme lanciato da Paolo Zabeo, coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre.

Um'impresa artigiana senza dipendenti durante il 2019 dovrà versare all'erario o inviare la propria documentazione fiscale all'amministrazione finanziaria 29 volte, ma un'impresa commerciale con 5 dipendenti dovrà farlo 88 volte, numero che sale a 99 per le imprese industriali con 50 dipendenti.

A causa delle disposizioni della Legge di Bilancio, nel 2019 le scadenze aumenteranno di 10 unità, mentre le imprese artigiane vedranno una riduzione grazie all'introduzione della fatturazione fiscale che prevede l'abolizione dello spesometro.

"In linea generale - ha dichiarato il segretario della Cgia, Renato Mason - in nessun altro Paese d'Europa viene richiesto uno sforzo fiscale come quello presente in Italia. E nonostante la nostra giustizia civile sia lentissima, la burocrazia abbia raggiunto livelli ormai insopportabili, la Pubblica amministrazione rimanga la peggiore pagatrice d'Europa e il sistema logistico-infrastrutturale registri dei ritardi spaventosi, le nostre imprese continuano a reggere la sfida e a presidiare i mercati internazionali con performance sorprendenti".

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

Altoviti

Sab, 27/10/2018 - 16:56

Fisco fuori controllo, come la mafia e l'immigrazione clandestina mentre Di Maio regala coi nostri soldi la paghetta ai migranti, paria pari al PD sono.

il veniero

Sab, 27/10/2018 - 18:33

le sitituzioni sono nemiche e ostili di chi produce . Esattamente come in una dittatura .

cir

Sab, 27/10/2018 - 18:45

solo quelli di Mestre ?

gpl_srl@yahoo.it

Dom, 28/10/2018 - 10:11

se Salvini non si rende conto della politica economica di questo governo che in realta sta di fatto minando la sopravvivenza di migliaia e migliaia di PMI, le cose peggiorerando al punto da rendere inutile qualsiasi lotta alla poverta.