Ci rovinano con il catasto: ​ecco chi vuole la "batosta"

Dall'ex ministro Visco a Bankitalia, passando per Pd e Bruxelles: la casa è davvero nel mirino. Ecco cosa può succedere

Ci rovinano con il catasto: ​ecco chi vuole la "batosta"

Bisogna fare molta attenzione ai contenuti di ciò che emergerà da questo fantomatico "programma di governo" su cui si sta giocando "l'osso del collo", per citare Renzi, Giuseppi e la sua corte dei miracoli. A muoversi non sono solo poltrone, nomi e "Casalini", ma anche idee e progetti per il futuro (nemmeno tanto lontano) in chiave Recovery Fund. Sappiamo già per certo che nelle raccomandazioni di Bruxelles all'Italia per staccare l'assegno da 209 miliardi ci sono anche due riforme cruciali: quella previdenziale con "piena attuazione della Fornero" e quella del catasto. Ed è proprio su questo ultimo punto che pare stia sorgendo una convergenza di interessi da più parti.

Chi tifa stangata catasto

A tifare "nuovo catasto" c'è sicuro Bruxelles, ma da qualche tempo anche Bankitalia ha messo gli occhi sugli immobili. Se qualcuno avesse dei dubbi sul vento che tira in via Nazionale, basta leggere qui di seguito le parole di Giacomo Ricotti, Capo del servizio assistenza e consulenza fiscale di Bankitalia, ascoltato dalle commissioni Finanze di Camera e Senato nell'ambito della indagine conoscitiva sulla riforma dell'Irpef: "Dati i vincoli del nostro bilancio pubblico, un maggiore prelievo sul possesso di immobili per finanziare un minor carico sui fattori produttivi potrebbe rappresentare un'opzione di riforma favorevole alla crescita".

I "vampiri" del catasto

A questo vanno aggiunte le recenti parole di Mario Monti che aveva chiesto un intervento piuttosto pesante dal punto di vista fiscale per accordare la fiducia a Giuseppi: "Riforma fiscale, con adeguato spazio alle semplificazioni, ad un fisco 'friendly ma non troppo' verso i contribuenti, alla necessità di salvaguardare la competitività ; ma anche, senza pregiudizi in alcuna direzione, ai temi che solo in Italia sono considerati tabù, temi che tutti i partiti, pavidi, non osano neppure pronunciare : imposta ordinaria sul patrimonio, imposta di successione, imposizione sugli immobili e aggiornamento del catasto, imposizione sul lavoro, ecc.". Una lista horror che potrebbe entrare nell'agenda di governo. Ma occhio, anche Vicenzo Visco, ex ministro del Tesoro, in audizione sull'Irpef punta sul catasto: "Il sistema fiscale italiano necessita di una organica manutenzione. L'irpef è l'esempio più evidente delle difficoltà attuali del sistema. I redditi dei terreni e fabbricati "vengono tassati in base a valori catastali obsoleti, non rappresentativi e molto inferiori rispetto ai valori attuali", osserva. Mentre i redditi da capitale "sono esclusi dalla base imponibile".

Il piano "rosso" per la riforma

Insomma un chiodo fisso: il futuro delle nostre tasche passa dal catasto. Ma a rafforzare l'idea che a sinistra e nelle stanze dei tecnici si stia preparando un vero e proprio assalto alla casa, bisogna tornare indietro di un mese, a dicembre, quando un esponente di peso del Pd come Nannicini suggeriva su Linkiesta di forzare la mano: "Volete fare davvero qualcosa di sinistra? Riformate il catasto". E ancora: "La patrimoniale sulla ricchezza immobiliare già c’è. Si chiama IMU e ha due problemi: il buco sulla prima casa indipendentemente dal suo valore (sì, lo so, è stato un errore fatto nella scorsa legislatura) e le tante iniquità che derivano da rendite catastali non aggiornate. Ci sono case nei centri urbani che hanno valori troppo bassi, case in periferia che hanno valori troppo alti. Non è un tema che dovrebbe interessare la sinistra?". E a quanto pare la sinistra si sta davvero interessando degli immobili al punto che Leu e dem avevano tentato il blitz con una patrimoniale solo qualche mese fa. Ora l'incubo potrebbe tornare obbedendo al diktat "ce lo chiede l'Europa". E le nostre tasche ancora una volta rischiano di saltare per aria.

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