Confindustria smaschera il governo giallorosso ​L'Italia ora rischia grosso

Gli industriali attendono ancora risposte circa la moratoria richiesta per sugar tax e plastic tax, che dovrebbero scattare dal prossimo 1 gennaio

Il Centro studi di Confindustria lancia l'allarme circa gli effetti prodotti dalla pandemia di Covid-19 sull'economia italiana: un colpo dall'impatto talmente forte da riuscire a riportare indietro il Paese di "23 anni".

Stando alle previsioni effettuate, rispetto al -9% preventivato nella Nadef, il crollo del Pil potrebbe arrivare addirittura ad un -10% durante l'anno in corso, con possibilità di recupero molto parziali (+ 4,8% al massimo) entro il 2021. Nel modello elaborato da Confindustria non sono state calcolate ancora nè la manovra di bilancio prevista per il prossimo anno nè tantomeno i finanziamenti del Recovery Fund (se mai dovessero arrivare).

Il problema che rende ancora più grave la situazione attuale è la grande paura delle conseguenze che potrebbero derivare dalla recrudescenza del virus, una vera e propria "fonte di incertezza", spiega Confindustria. A calare sarà anche l'occupazione: si parla di un -1,8% (che corrisponde circa a 410mila italiani) per il 2020 e di un ulteriore -1,0% (cioè 230mila) per l'anno successivo.

Nel rapporto tra debito pubblico e Pil, Confindustria prevede per quest'anno un 158,7%, che potrebbe calare non oltre il 156,5% nel 2021: netto il divario rispetto ai 134,6 punti percentuali registrati invece nel corso del 2019. Serve un "cambio di paradigma", spiega Confindustria, che deve passare attraverso l'innalzamento della qualità dei servizi e degli investimenti pubblici, la ricerca, la digitalizzazione e la formazione specifica delle risorse umane. Per fare tutto ciò sarà assolutamente necessario gestire al meglio ed in modo oculato i fondi provenienti dall'Unione Europea, altrimenti l'Italia"rimarrà un Paese in declino".

Dinanzi alle previsioni catastrofiche di Confindustria, chi invece continua a mantenere un atteggiamento ottimista è il ministro dell'Economia. Roberto Gualtieri è convinto che il terzo trimestre "sarà molto buono", e verrà contraddistinto da un rimbalzo in grado di rialzare le stime del Pil.

Diversa l'opinione del presidente di Confindustria, che vede invece con preoccupazione la previsione di un quarto trimestre "in rallentamento", a differenza di quanto proclamato dall'esecutivo. "Stiamo iniziando a vedere un calo degli ordinativi, una ripresa che non sarà a 'V'", ha spiegato Carlo Bonomi durante la presentazione del rapporto del Centro studi. "Tutti i vagoni devono correre", ha aggiunto commentando la lenta ripresa della produzione industriale, definita un vero e proprio "motivo di orgoglio" per la sua associazione.

Per quanto riguarda i fondi Europei, il presidente ha le idee chiare:"Il problema non è dei fondi ma del come si utilizzano. Se per fare un'opera pubblica serve il triplo rispetto ad altri Paesi...". Anche per questo il Recovery Fund sarà l'occasione giusta "per cambiare il Paese".

La collaborazione tra industriali e governo sarà fondamentale, anche se, a tal proposito, Gualtieri non ha ancora deciso cosa fare della moratoria su plastic tax e sugar tax (che dovrebbero entrare in vigore dal prossimo 1 gennaio) richiesta da Confindustria. "Rifletteremo come abbiamo sempre fatto sulle osservazioni che ci arrivano", ha detto il ministro nel malcelato tentativo di prendere tempo.

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