L'ad Fabrizio Curci lascia Fiera Milano: "Triennio intenso in una realtà dal potenziale enorme"

Dimissioni motivate dalla decisione di intraprendere un nuovo percorso professionale e personale. Il ringraziamento del cda per aver "predisposto, proposto e attuato nel corso del suo mandato uno sfidante piano di risanamento, messa in sicurezza e rilancio" e aver "stabilito le premesse organizzative, commerciali, di innovazione e di sviluppo"

Fabrizio Curci ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione, amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano Spa. Dimissioni che hanno efficacia, si legge in una nota, “a valle della riunione consiliare già prevista per il 18 giugno 2020, motivate dalla decisione di intraprendere un nuovo percorso professionale e personale”. Curci era stato riconfermato nell'incarico il 20 aprile scorso, dopo l'approvazione del bilancio consolidato 2019 e la nomina del nuovo consiglio di amministrazione.

"Quello trascorso in Fiera è stato un triennio incredibilmente intenso - ha dichiarato Curci - che mi ha concesso la possibilità di conoscere ed apprezzare una realtà inaspettata dal potenziale enorme. Fiera Milano è un’azienda solida, non solo finanziariamente, ma soprattutto perché fatta di persone e professionisti straordinari che sapranno condurla verso nuovi traguardi ancora più ambiziosi”.

Il consiglio di amministrazione ha rivolto a Curci il pieno ringraziamento "per aver predisposto, proposto e attuato nel corso del suo mandato uno sfidante piano di risanamento, messa in sicurezza e rilancio di Fiera Milano e per aver stabilito le premesse organizzative, commerciali, di innovazione e di sviluppo per la prosecuzione del percorso di consolidamento e crescita della Società". Il cda “ha attivato immediatamente il piano di successione che assicurerà la continuità e la stabilità della gestione”.

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Commenti
Ritratto di giangol

giangol

Gio, 04/06/2020 - 12:28

quanto busca di buona uscita???

RTRTRTRT

Gio, 04/06/2020 - 14:59

In Fiera Milano ci vogliono manager lombardi che conoscono meglio la realtà milanese.Perchè il rischio è di trovarsi come con Sea,cioè con la Fiera chiusa come Linate dove il managgement di Sea preferisce l'aeroporto chiuso a causa di una finta guerra tra compagnie nazionali e low cost orchestrata in realtà da nazioni estere per bloccare Milano.Cucù i dividendi non ci sono più.Da quando sono arrivati in Sea l'a.d. napoletano e il presidente,il vice-presidente e il direttore tutti romani,la municipalizzata,una volta, orgoglio di Milano che dava 100mil. eur all'anno al Comune,ora è ridotta male,con il management che preferisce Linate chiuso(cosa che danneggia pure la Fiera)per ricevere la cassa integrazione per i dipendenti,come alittalia che tiene gli aerei a terra per la cig. Visioni manageriali differenti tra romani-napoletani e Milanesi che alla cassa integrazione preferiscono andare a laurà.