easyJet: "Pronti a decollare, il trasporto aereo è decisivo per la ripartenza dell'Italia"

Lorenzo Lagorio, country manager per l'Italia: "Stiamo lavorando per accendere i motori quando ci sarà il via libera, con la ripresa graduale dei voli domestici. Le istituzioni tengano conto di chi ha radici industriali forti in Italia e fa parte del sistema Paese perché ha investito e intende continuare a investire". A Malpensa si studiano le nuove modalità per check-in e imbarchi in piena sicurezza ed efficienza

La lunga fila di aerei con la livrea bianco-arancione di easyJet “parcheggiati” attorno al Terminal 2 di Milano Malpensa spiega bene la portata dell’emergenza sanitaria Covid-19 che ha sconvolto il trasporto aereo mondiale, compagnie e aeroporti. Ma si pensa alla ripartenza, a quando i motori saranno riaccesi un pò alla volta fino al ritorno alla normalità.
Così si fanno le manutenzioni e i voli per mantenere in perfetta efficienza gli aeromobili della flotta - easyJet ha trasferito a Malpensa anche i velivoli quelli basati a Napoli e Venezia - per essere pronti quando scatterà la luce verde della Fase 2 e si pensa alla riapertura del nuovo Centro di addestramento dei piloti della compagnia a due passi dallo scalo gestito da Sea perché è fondamentale avere gli equipaggi pronti prima della ripresa dei decolli, servono infatti due setimane per rimettere in moto la complessa "macchina del volo".

“Stiamo studiando la situazione, in questo momento non è possibile volare, anche la nostra attività in Italia è ferma. In questo modo siamo salvaguardando il più possibile la continuità aziendale. Avere aerei a terra significa risparmiare sui costi variabili e sui costi del personale. In Italia tutto il nostro personale è in cassa integrazione a zero ore e anche negli altri Paesi europei dove operiamo abbiamo avuto accesso a schemi analoghi - spiega Lorenzo Lagorio, country manager Italia di EasyJet -. Il nostro personale di bordo e a terra è sempre stato assunto con contratti di lavoro nazionali le questo ci ha consentito di accedere ai benefici che ne derivano salvaguardando i posti di lavoro e le professionalità che per noi sono fondamentali”.

“Così oggi abbiamo la solidità di guardare ai prossimi mesi sapendo che qualunque cosa accada siamo in grado di affrontare una ripresa che sarà inevitabilmente lenta e graduale. In Italia abbiamo oltre 1500 dipendenti e di questi oltre 900 a Milano Malpensa, la nostra base più importante fuori dal Regno Unito, dove rappresentiamo il 31% del traffico con oltre 8 milioni di passeggeri trasportati nel 2019 al Terminal 2”.

A questa si aggiungono quelle di Napoli e Venezia che coprono un importante network di voli nazionali e di collegamenti all’estero e nel 2019 sono state al centro di importanti investimenti con velivoli di ultima generazione come l’Airbus A321neo e nuove rotte da e per l’Italia e un’offerta di posti sempre più importante che hanno accompagnato la crescita del vettore, il terzo in Italia. “Ora lo scenario è cambiato, tutto il il focus è mirato a capire come e quando si potrà ripartire. Quando è presto per dirlo, perché gli aerei torneranno a decollare con i passeggeri a bordo nel momento in cui verranno tolte le restrizioni ai movimenti. Di sicuro sarà una partenza graduale, all'inizio con alcuni voli domestici in Italia lungo la dorsale Nord Sud e interesserà soprattutto spostamenti di lavoro, familiari - spiega Lagorio - dobbiamo essere pronti a soddisfare questa domanda”.

“Poi c’è il tema chiave delle vacanze, del turismo - aggiunge -: si andrà in vacanza questa estate e con quali modalità? È fondamentale che riprenda anche questa importantissima domanda, l’Italia vive anche di turismo, interno ed estero e per preparare questo momento, oltre a quello che possiamo fare come compagnia aerea, è decisivo che le Regioni, i territori, le nostre eccellenze turistiche si attrezzino sul lato offerta e promozione per far vedere che sono in grado di accogliere i turisti e gestire l'ospitalità in piena sicurezza. Ad esempio c’è un progetto interessante che si chiama “Sardegna isola sicura” legato all’incoming e ai nuovi standard di accoglienza che saranno previsti in base alle direttive della Fase 2. Se facciamo vedere che come sistema Paese abbiamo la capacità di gestire bene l'accoglienza potremo dare spessore e concretezza alla ripresa del settore turistico italiano”.

Ripresa dei viaggi per turismo ma anche business che ha però bisogno di misure di sostegno al settore del trasporto aereo e ai vettori che garantiscono la mobilità veloce, settore che in Italia vale il 2,7% del Pil ed è un servizio essenziale e contribuisce per 46 miliardi di euro all'economia italiana. “Per ripartire il supporto del governo e delle istituzioni sarà fondamentale perché almeno in una fase iniziale è difficile pensare che si torni ai livelli di traffico pre emergenza Covid-19 -. sottolinea il country manager di easyJet -. L’economia italiana ha bisogno del trasporto aereo per tornare a crescere velocemente, è una leva per tutti settori, ma perché la ripartenza sia veloce e non si perdano posizioni rispetto ad altri Paesi è decisivo che siano presi provvedimenti in grado di supportare il settore e la sua filiera per mantenerne la capacità e la competitività quando si tornerà alla piena normalità. Dobbiamo arrivarci tutti nelle migliori condizioni possibili”.

Per questo, “è necessario che il governo tenga conto di chi opera ed ha - anche se vola in Italia con licenza straniera - radici industriali forti perché fa parte del sistema Paese dove ha investito e intende continuare a investire contribuendo alla sua crescita”. Concetto che vale per tutti i sistemi industriali, ragiona Lagorio: “Non dimentichiamo che il trasporto aereo in Italia negli ultimi dieci anni è sempre cresciuto, la liberalizzazione ha ridotto i costi, fatto aumentare le rotte, aiutato più italiani e stranieri a volare a prezzi accessibili. Non credo che si si voglia tornare indietro di trent'anni, fare passi indietro sarebbe negativo per tutti”.

“EasyJet è un vettore pienamente integrato nel sistema del trasporto aereo italiano, uno dei principali attori con oltre 21 milioni di passeggeri all’anno e il maggior numero di turisti trasportati, 35 aerei basati, più di 1500 dipendenti e un indotto rilevante. Ci sono aeroporti che hanno assolutamente bisogno di noi per ripartire e siamo pronti a fare la nostra parte. Non chiediamo aiuti diretti ma strumenti utili a superare l’ emergenza, ad esempio abbiamo suggerito al governo di valutare l’opportunità di eliminare temporaneamente la tassa d'imbarco, un costo che in questa fase rende più difficile tornare a volare”.

Altro tema altrettanto importante è quello del passeggero: la sicurezza in aeroporto quando si arriva e ci si imbarca e la sicurezza in volo, sull'aereo. Per convincere le persone ad acquistare in biglietto e prendere un volo è fondamentale offrire tutte le garanzie: dagli strumenti di sicurezza sanitaria alla configurazione dei posti a bordo che preveda il distanziamento. “È una priorità che riguarda anche il nostro personale a terra a e bordo. Stiamo collaborando anche noi con Easa, la European Union Aviation Travel Safety Agency, che stabilirà delle linee guida e ci auguriamo è che queste linee siano implementate e rispettate in modo chiaro e omogeneo da tutte le autorità nazionali”.

“Per quello che riguarda l’imbarco, partendo dall’esperienza del Terminal 2 di Malpensa abbiamo un gruppo di lavoro che si sta ragionando su tutti i processi che sono sotto il nostro controllo - spiega Lorenzo Lagorio -. L’ esperienza del passeggero in aeroporto è legata all’arrivo, al check-in, al controllo bagagli, alla security, alle modalità d’imbarco. Nel caso di Malpensa, ad esempio, Sea sta già lavorando su questi aspetti e ci sarà una stretta collaborazione. L’obiettivo è rendere l’esperienza del passeggero sicura dal punto di vista sanitario ed anche efficiente, nonostante la situazione non sia delle più semplici. La tecnologia avrà sicuramente un ruolo fondamentale per facilitare gli imbarchi. Noi stiamo studiando su come utilizzare la nostra App per garantire che non ci siano assembramenti di persone e per rendere anche rapidi tutti i passaggi nel rispetto della nuove regole”.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.