Edison è tutta francese A2A e Iren con Edipower i nuovi big italiani

Dopo quasi due anni di negoziati finalmente la partita Edison-Edipower è giunta alla sua naturale conclusione. Con reciproca soddisfazione delle parti: la francese Edf e gli italiani di A2A e Iren.
Il gruppo transalpino guidato da Henri Proglio ha acquistato il 50% di Transalpina di Energia (la scatola che detiene il 61% della società di Foro Buonaparte) per 783,7 milioni e contestualmente ha ceduto all’italiana Delmi (della quale sono azioniste le due utility del Nord) il 50% di Edipower con le sue centrali di produzione elettrica per 883,7 milioni. A loro volta Delmi ed Edipower hanno sottoscritto un contratto di finanziamento a 5 anni da 1,25 miliardi con 9 banche (tra le quali Banca Imi, Mediobanca, Unicredit e Cdp) finalizzato all’esecuzione dell’operazione e al rimborso parziale del finanziamento soci concesso da Edison alla stessa Edipower. Iren avrà delle way-out, cioè potrà uscire dalla società in cambio di centrali.
Nello studio legale Clifford Chance ieri a Milano si è messo nero su bianco - finalmente - il disegno strategico del ministro dello Sviluppo Passera che ha trovato una soluzione all’impasse nel quale si erano arenate le trattative tra le due parti. Che ieri erano, tutto sommato, contente. A Edf andrà l’80% di Edison (Opa obbligatoria a 0,89 euro a giugno-luglio). L’acquisizione «è una tappa decisiva», ha detto il presidente Henri Proglio, ribadendo che l’obiettivo è fare del nostro Paese un «hub del gas» in quanto l’Italia «si trova in una situazione geopolitica potenzialmente ideale, all’incrocio di numerose infrastrutture di fornitura». Inoltre, ha aggiunto, Edison beneficerà delle «sinergie» con i francesi tramite «l’accesso agli accordi internazionali, come quello con Gazprom».
Soddisfatte anche A2A e Iren che avranno rispettivamente il 56 e il 21% della Edipower tutta italiana e dei suoi 7.600 Megawatt di generazione. «Un impulso significativo al miglioramento della competitività», ha sottolineato Roberto Garbati, ad di Iren e neo presidente di Edipower, che ha nominato il suo nuovo cda in cui sono entrati anche i dg di A2A, Renato Ravanelli e Paolo Rossetti (in pole per la carica di ad), e che dovrà essere confermato - per quanto riguarda i componenti espressione di A2A - dopo l’assemblea di martedì prossimo sul rinnovo delle cariche.
Proprio Edipower potrebbe diventare il polo aggregante attorno cui far crescere il mondo delle ex municipalizzate e far nascere una grande multiutility italiana. Progetti sui quali si stanno esercitando le banche d’affari. L’operazione-Edipower ha avuto tra i suoi registi indiscussi Renato Ravanelli. «A2A si ingrandisce arrivando a oltre 12 megawatt di capacità installata e ora ha a disposizione un patrimonio importante per crescere senza appesantire la struttura finanziaria», ha chiosato.
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