"Fca-Psa entro marzo 2021 Peugeot e Agnelli più forti"

L'ad Tavares guarda alla futura newco: "Terzi per ricavi nel mondo". Oggi l'assise del Lingotto

Pierluigi Bonora

Oltre il 99% degli azionisti di Psa dice oui alla fusione con Fca. L'assemblea, ieri, ha votato quattro delibere a sostegno del principio e del progetto di matrimonio. E oggi toccherà all'assise del gruppo presieduto da John Elkann, che si riunirà nel pomeriggio. Carlos Tavares, ad di Psa e futuro capo operativo della Newco, ha ribadito di voler definire tutti gli accordi entro la fine del primo trimestre 2021. Il piano di unione, dunque, va avanti.

«Abbiamo depositato tutti i documenti previsti all'Antitrust, una ventina di dossier. C'è il semaforo verde sulla metà di queste pratiche, tra cui quelle su Cina, Usa e Russia», ha spiegato Tavares. L'Authority si è concentrata, in particolare, sulla posizione dominante che la futura Newco potrebbe avere, in determinati Paesi, nei veicoli commerciali, prendendo tempo fino a ottobre prima di esprimersi.

Il numero uno del gruppo di Parigi ha ricordato i benefici che le nozze porteranno alla nuova realtà: «La fusione avrà un ruolo chiave per migliorare ancora i margini, le due famiglie interessate (i Peugeot e gli Elkann-Agnelli) sono consapevoli di essere più forti insieme, con l'obiettivo di produrre risultati di grande valore». Tavares ha quindi evidenziato che, alla voce ricavi, con 167 miliardi di euro, la Newco sarà al terzo posto nel mondo alle spalle di Toyota e Volkswagen. A questo punto, il futuro capo di Fca-Psa ha delineato i punti cardine del suo piano d'azione: «Nei prossimi anni, a essere fondamentale sarà la nostra capacità di abbassare i costi, nonché di fornire una mobilità pulita, accessibile e gratificante allo scopo di poter continuare a investire nel futuro che ci riguarda». E ha aggiunto: «Stiamo raggiungendo un punto in cui le dimensioni sono importanti per diluire la spesa in conto capitale». Fca e Psa, insieme, produrranno sinergie per 3,7 miliardi.

Mentre Tavares si rivolgeva agli azionisti di Psa, alla commissione Industria del Senato, a Roma, il capo di Fca Emea, Pietro Gorlier, spiegava ai parlamentari i progetti del gruppo, soprattutto in funzione dell'avvenuto prestito garantito da 6,3 miliardi. «I fondi - ha chiarito il manager - sono legati alle nostre necessità di liquidità nel breve periodo, hanno lo scopo di sostenere noi (5,2 miliardi di investimenti nel Paese) e la filiera; Fca, infatti, pesa per il 40% sulla filiera italiana. Le nostre problematiche di liquidità, quindi, sono pure quelle della filiera». Inoltre, non avverranno delocalizzazioni e la produzione in Italia aumenterà. Fca prevede il riassorbimento di tutta la manodopera italiana tra il 2022 e il 2023.

Secondo Gorlier, a causa del Covid-19, il mercato perderà, nel 2020, dal 35% e un massimo del 50% di immatricolazioni. In Commissione, il manager ha sottolineato che i nuovi modelli di Fca avranno versioni che vanno dall'ibrido leggero a quello pesante fino all'elettrico puro. In tema di incentivi, Fca è d'accordo di ampliare l'ecobonus anche per le auto con emissioni di CO2 tra 61 e 95 grammi/km, ma fino a un listino di 18mila euro. Porre un limite di prezzo, però, è già motivo di scontro con le Case estere (Unrae).

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