Il Fisco fa sul serio: controlli a tappeto. Chi rischia la maxi-multa

L’Agenzia delle Entrate è partita alla caccia dei furbetti del contributo a fondo perduto che pagheranno sanzioni fino al 200% più alte della cifra da restituire: è uno dei primi passi per realizzare tutti gli obiettivi anti-frode ed evasione

Il Fisco fa sul serio: controlli a tappeto. Chi rischia la maxi-multa

Tempi duri per i furbetti del contributo a fondo perduto: il Fisco sta affilando le armi per farla pagare "cara" a chi ha sbagliato con sanzioni tra il 100 ed il 200% in più oltre alla somma da restituire.

Cosa dice la nota

Con la risoluzione 45/E pubblicata il 7 luglio, l'Agenzia delle Entrate autorizza il recupero dei contributi a fondo perduto non spettanti con l'istituzione dei codici tributo per il versamento degli importi dovuti a seguito dell'adozione dei relativi atti di riscossione. “Qualora il contributo sia in tutto o in parte non spettante, anche a seguito del mancato superamento della verifica antimafia, l'Agenzia delle entrate recupera il contributo non spettante, irrogando le sanzioni in misura corrispondente a quelle previste dall'articolo 13, comma 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e applicando gli interessi dovuti ai sensi dell'articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in base alle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 421 a 423, della legge 30 dicembre 2004, n. 311", si legge nel documento. Ovviamente, questa disposizione vale anche per tutte le categorie di ristoro introdotte anche dopo il periodo emergenziale.

I codici tributo per il versamento

Come detto, la sanzione applicata va dal 100 al 200% del contributo incassato non spettante e non è prevista la possibilità di avvalersi della definizione agevolata prevista a dagli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472: come riporta ItaliaOggi, la disposizione agevolativa permette di definire “la controversia” prima del termine previsto per un eventuale ricorso con il pagamento di un importo pari ad un terzo della sanzione indicata e comunque non inferiore ad un terzo dei minimi previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo. Con l'F24, il contribuente può versare la cifra dovuta con i seguenti codici tributo: “7500” denominato “Recupero contributi a fondo perduto erogati dall'Agenzia delle entrate in relazione all'emergenza Covid19 – contributo"; “7501” denominato “Recupero contributi a fondo perduto erogati dall'Agenzia delle entrate in relazione all'emergenza Covid19 - interessi"; "7502” denominato “Recupero contributi a fondo perduto erogati dall'Agenzia delle entrate in relazione all'emergenza Covid19 - sanzioni".

Obiettivi anti-frode ed evasione

Come vedete, il Fisco ha affilato le armi ma dà la possibilità di un "ripensamento" qualora ci fosse stato un errore: a quel punto, l'indebito introito si può restitutire con le modalità cui all'articolo 17 del dlgs 9 luglio 1997, n. 241 e versando le correlate sanzioni mediante applicazione delle riduzioni di cui all'articolo 13 del dlgs 17 dicembre 1997, n. 472 (il ravvedimento operoso). Come abbiamo scritto recentemente (leggi qui), questo non sarà che l'inizio: i grandi contribuenti subiranno un controllo preventivo attraverso il tutoraggio alla cooperative compliance, mentre l'analisi di rischio si concentrerà nelle informazioni del gruppo di appartenenza su cui il Fisco potrà focalizzare l'attenzione con sui dati dichiarati dal 2014 al 2018. È chiaro che l'attività di controllo dovrà tenere conto dei danni causati dalla pandemia in quest'anno e mezzo: le misure, per quanto rigide, non prevedono nessuna "pesca a strascico" ma è chiaro che la tendenza di fondo è mirata alla selezione delle situazioni da approfondire cercando di concentrare le verifiche e i controlli dove ci sono campanelli d'allarme di frode o evasione.

Come riporta Il Sole 24 Ore, l'obiettivo dichiarato è quello di recuperare almeno 14 miliardi di euro: il direttore dell'Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, ha sottolineato che "anche nel 2020 abbiamo registrato tra gli 80 e i 90 miliardi di ricchezza sottratta alla collettività". Per quanto riguarda gli accertamenti pianificati sulle piccole e medie imprese, l'attività sarà preceduta da un'analisi di rischio con cui gli uffici dovranno selezionare i soggetti a più alto indice di pericolosità fiscale così da poter andare quasi a colpo sicuro. In questo caso, sarà fondamentale l'utilizzo della dorsale informatica di cui oggi si è dotata l'amministrazione finanziaria composta da ben 161 banche dati di cui 35 direttamente gestite dall'Agenzia.

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