È partito l'assalto finale del Fisco: chi rischia

Per recuperare 14 miliardi, l'Agenzia delle Entrate rilancia i controlli anche su Pmi e professionisti. Attenzione anche alle lettere di compliance: in arrivo almeno 650mila alert per invitare i contribuenti all'autocorrezione

È partito l'assalto finale del Fisco: chi rischia

ll Fisco affila le armi contro l'evasione fiscale: a breve, infatti, scatteranno 90mila accertamenti pianificati dall'Agenzia delle Entrate che riguarderanno imprese di piccole e medie dimensioni e dei professionisti.

Obiettivi anti-frode ed evasione

Questo non sarà che l'inizio: i grandi contribuenti subiranno un controllo preventivo attraverso il tutoraggio alla cooperative compliance, mentre l'analisi di rischio si concentrerà nelle informazioni del gruppo di appartenenza su cui il Fisco potrà focalizzare l'attenzione con sui dati dichiarati dal 2014 al 2018. È chiaro che l'attività di controllo dovrà tenere conto dei danni causati dalla pandemia in quest'anno e mezzo: le misure, per quanto rigide, non prevedono nessuna "pesca a strascico" ma è chiaro che la tendenza di fondo è mirata alla selezione delle situazioni da approfondire cercando di concentrare le verifiche e i controlli dove ci sono campanelli d'allarme di frode o evasione.

"Quasi 100 miliardi in fumo"

Come riporta Il Sole 24 Ore, l'obiettivo dichiarato è quello di recuperare almeno 14 miliardi di euro: il direttore dell'Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, ha sottolineato che "anche nel 2020 abbiamo registrato tra gli 80 e i 90 miliardi di ricchezza sottratta alla collettività". Per quanto riguarda gli accertamenti pianificati sulle piccole e medie imprese, l'attività sarà preceduta da un'analisi di rischio con cui gli uffici dovranno selezionare i soggetti a più alto indice di pericolosità fiscale così da poter andare quasi a colpo sicuro. In questo caso, sarà fondamentale l'utilizzo della dorsale informatica di cui oggi si è dotata l'amministrazione finanziaria composta da ben 161 banche dati di cui 35 direttamente gestite dall'Agenzia.

Ecco la tecnologia anti-evasione

In questo percorso, il Fisco si avvalerà del ricorso all'intelligenza artificiale (di cui abbiamo parlato in un focus pubblicato pochi giorni fa) per i progetti già sviluppati dall'Agenzia e le nuove competenze che arriveranno grazie alle assunzioni (oltre 4mila entro il 2021). Nell'attività di controllo sugli operatori economici di minori dimensioni, molte delle energie saranno concentrate sugli aiuti Covid, in primis il fondo perduto. Ma non è tutto: sarà verificato anche l'anno di imposta 2018 per il superamento di una certa soglia; inoltre, nel quarto trimestre di quest'anno, è previsto l'invio di comunicazioni mirate per invitare i contribuenti interessati a verificare la correttezza dei dati dichiarati sul "modello Redditi" relativo agli aiuti di Stato se l'Agenzia vedrà anomalie rispetto alle informazioni presenti sul Registro nazionale gestito dal Mise.

Le Entrate hanno fatto leva su questo punto anche nel 2020, quando è stata "congelata l'attività di notifica degli accertamenti a causa della pandemia e che proprio lo scorso anno ha toccato l'invio di 952mila lettere per invitare i contribuenti a ravvedersi con incasso complessivo indicato dal Def in 1,2 miliardi, ossia poco meno del 10% di tutto il recupero 2020 (12,3 miliardi). Per l'anno in corso, il Fisco continuerà a puntare sulle lettere di compliance (cioé di anomalie riscontrate nella dichiarazione dei redditi): il piano indica l'invio di 650mila lettere. Infine, lel capitolo dedicato a persone fisiche e lavoratori autonomi, il Fisco annuncia un focus particolare sui movimenti di capitale da e verso l'estero: a pesare sarà soprattutto l'importo del movimento per capire se si nascondono fenomeni di detenzione e disponibilità all'estero non dichiarati.

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